A Napoli una mostra sull’emigrazione italiana nel mondo

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Si intitola ‘Partono i bastimenti’ l’esposizione dedicata agli oltre 25 milioni di persone che lasciarono l’Italia dalla fine dell’Ottocento

Apre al pubblico oggi, martedì 9 ottobre a Napoli, presso l’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa, con ingresso gratuito, la mostra dal titolo Partono i bastimenti, una mostra sul fenomeno dell’emigrazione degli italiani nelle Americhe, promossa dalla Fondazione Roma-Mediterraneo e a cura di Francesco Nicotra, direttore dei programmi speciali della National Italian American Foundation (NIAF).

Il fenomeno dell’emigrazione degli italiani nel mondo, concordano gli storici, ha rappresentato uno dei più rilevanti esodi nella storia dell’umanità. Più di 25 milioni di persone lasciarono l’Italia tra il 1861 e i primi anni ’60 del Novecento. Tra il 1876 e il 1900 le partenze avvennero soprattutto da tre Regioni del Nord: il Veneto (17,9 per cento), il Friuli Venezia Giulia (16,1 per cento), il Piemonte (12,5 per cento. Nei due decenni successivi esplose la grande emigrazione dall’Italia del Sud – Calabria, Campania, Puglia e Sicilia – diretta principalmente verso le Americhe. Oggi sono circa 65 milioni i discendenti di italiani in Stati Uniti, Argentina e Brasile, le tre principali mete dei «viaggi della speranza».

«Nella storia drammatica del nostro Paese – dichiara il Prof. Avv. Emmanuele F.M. Emanuele, presidente della Fondazione Roma-Mediterraneo – una delle pagine più intense del travaglio sociale è rappresentata dal fenomeno dell’emigrazione, che vide come protagonisti tutti coloro che scelsero di abbandonare le loro case e i loro affetti per trasferirsi lontano, in mondi nuovi, spinti dalla povertà diffusa in molte Regioni d’Italia, dalla carenza di terre coltivabili e di materie prime, nonché dal declino dei vecchi mestieri artigiani e delle industrie domestiche. A questo fenomeno non è stata ancora rivolta la dovuta attenzione, malgrado questa forza lavoro abbia costituito la premessa per la crescita di vaste aree del pianeta, come gli Stati Uniti, l’Australia e l’America Latina».

«Con la mostra ‘Partono i bastimenti’ – prosegue il Prof. Emanuele – la Fondazione Roma-Mediterraneo, da sempre attenta ai grandi problemi socio-economici del nostro Paese, ha voluto dedicare un evento celebrativo di queste gesta, non sempre esaurientemente note, della nostra storia nazionale. L’esposizione è una vivida testimonianza di quell’epopea, che esalta lo spirito costruttivo del nostro Paese e ne valorizza la capacità di realizzare il processo di integrazione con le altre genti. Questa epopea – conclude il presidente della Fondazione Roma- Mediterraneo – rappresenta sicuramente un esempio per chi, come la nostra Fondazione, promuove il dialogo tra i popoli, in particolare tra le genti che vivono sulle varie sponde del Mare Nostrum. Dalla visione sostanzialmente positiva dell’emigrazione italiana, seppure nel dolore della separazione e dell’abbandono delle proprie terre, è possibile trarre un monito che ci permette di interpretare in maniera non più ostile i fenomeni migratori altrui, con l’auspicio che, così come le nostre comunità riuscirono ad integrarsi con popoli considerati diversi, lo stesso avvenga per i migranti che si rivolgono all’ ‘Eden’ europeo per trovare rifugio».

L’esposizione, articolata in un percorso di fotografie ed altre immagini su pannelli, ripercorre l’intera epopea degli emigranti italiani: dalle partenze sulle «carrette del mare» di fine Ottocento, ai travagli della lunga traversata; dalle scene dell’arrivo ad Ellis Island – l’isoletta davanti a New York, principale «porta» d’ingresso negli Stati Uniti, dove gli emigranti venivano censiti, oggi sede dell’Ellis Island Immigration Museum – ai documenti che testimoniano i successi raggiunti dai discendenti di quei primi emigranti, soprattutto negli Stati Uniti.

Accanto al materiale fotografico, proveniente da archivi e collezioni private, la mostra, aperta fino al 13 dicembre, offre al pubblico una ricca raccolta di documenti ed oggetti originali: passaporti, carte d’imbarco, opuscoli sulle norme di comportamento, libri, giornali, lettere, valigie e bauli contenenti effetti personali. In mostra, anche alcune riproduzioni in scala di navi storiche dell’epoca, come il celebre «Duilio».

Per la prima volta all’interno di una rassegna sull’emigrazione italiana viene dedicato un focus a una categoria particolare di emigranti: le migliaia di soldati dello sconfitto esercito borbonico che nel 1861, da Napoli, furono imbarcati per New Orleans, con la prospettiva di essere arruolati nell’esercito degli stati secessionisti del Sud, durante la guerra civile americana. Si tratta di una pagina poco conosciuta della storia italiana: diversi superstiti di quel conflitto scelsero di restare in America e possono considerarsi tra i primi italo-americani.

Oggi, in occasione dell’inaugurazione della mostra, si svolgerà una serata musicale a tema, all’interno della cappella degli Angeli, presso l’Università Suor Orsola Benincasa. Lo spettacolo sarà tratto dalla pièce «Novecento Napoletano», già andata in scena, con grande successo, presso il Teatro Quirino di Roma: alcuni quadri, dedicati all’emigrazione, con l’esecuzione di brani tematici, saranno commentati mimicamente da un gruppo di danzatori, che formeranno di volta in volta degli emozionanti tableau vivant.

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