10:43 | Truffa da 385.000 euro a società energia, denunciato 62enne

E’ costata la denuncia per il reato di tentata truffa e uso di atto falso, il tentativo posto in essere da un 62enne residente in Svizzera, di incassare la somma di 385.000 euro per far ottenere una fideiussione bancaria. Sono stati gli agenti del Commissariato “Castro Pretorio”, diretto dal dr. Giuseppe Rubino, a bloccare l’ uomo in seguito alla segnalazione di un avvocato, rappresentante legale di una Società per la fornitura di energia.

Qualche giorno fa l’avvocato, entra in contatto attraverso interposta persona con i titolari di una società finanziaria con sede a Lugano. L’esigenza della società per l’energia è quella di ottenere una fideiussione bancaria per il valore di 2,5 milioni di euro, da offrire in garanzia ai suoi fornitori. La trattativa tra l’avvocato ed i titolari della società finanziaria va avanti. I due si offrono di “intercedere” con un noto istituto bancario la cui sede centrale si trova in centro a Roma, per far ottenere la “cospicua garanzia” ad un “costo molto vantaggioso”. Solo più tardi però gli accertamenti effettuati dai poliziotti permetteranno di chiarire che in realtà una delle pagine del sito era assolutamente falsa, ed allestita ad arte dai truffatori per trarre in inganno le loro vittime.

L’inconsueta rapidità con cui procede l’intero meccanismo burocratico, che richiede generalmente tempi maggiori, mette però in sospetto l’avvocato e l’amministratore della società che decidono di verificare che tutto sia in ordine. Nella sede centrale dell’istituto bancario, scoprono che in realtà non è stata aperta alcuna pratica fideiussoria e per la loro società non è stato aperto nessun credito di garanzia da parte della banca. L’avvocato e l’amministratore della società decidono quindi di formalizzare una denuncia agli agenti del Commissariato “Castro Pretorio”, e nel luogo convenuto per lo scambio ad attendere uno dei truffatori c’è anche la Polizia.

Gli investigatori proseguono le indagini per rintracciare il complice e verificare se altre persone possano essere cadute nella rete dei due truffatori entrando a far parte di un giro di affari che potrebbe ammontare a diversi milioni di euro. Gli investigatori vogliono quindi accertare se altri ignari clienti, siano convinti di aver regolarmente stipulato un contratto fideiussorio con un istituto bancario ma che in realtà siano invece in possesso di atti fideiussori assolutamente falsi.

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