Dal grande Cnr alla piccola Consulta

Cnr_sliderNasce l’organismo dei presidenti degli enti di ricerca. A piazzale Aldo Moro pioggia di proroghe di incarichi

 

ROMA – E’ bastata meno di una settimana al ministro Profumo per mutare completamente idea sul progetto di fusione del dodici enti di ricerca vigilati dal Miur per dare vita al Centro nazionale delle ricerche. Attaccato dai presidenti degli enti destinati a scomparire, il titolare del ministero di viale Trastevere ha cambiato repentinamente opinione, riponendo nel cassetto il suo progetto “strategico”.

In compenso, dal cilindro del ministro è venuto fuori un altro “progettino” pomposamente denominato “Razionalizzazione del sistema della ricerca” che, da un lato, lascia in vita i dodici enti e, dall’altro, istituisce un ulteriore pletorico organismo denominato Consulta dei presidenti degli enti di ricerca.

Tale struttura, riferisce Il Foglietto della Ricerca, coordinata dal presidente del Cnr, avrà il compito, al fine di garantire una governance unitaria, di proporre entro il 31 gennaio 2013 una revisione organizzativa dei singoli enti di ricerca, che manterranno la loro denominazione nonché autonomia scientifica e di bilancio.

Disarmante il precetto normativo che affida alla Consulta di “garantire il mantenimento della identità storica degli enti”. Si tratta di una clamorosa retromarcia destinata soltanto a creare ulteriore confusione, spreco di risorse e clima di incertezza fra i dipendenti, come se ce ne fosse bisogno. Sono in tanti a chiedersi, forse a partire dagli stessi componenti cui non spettano indennità, gettoni o compensi di sorta, se della Consulta non se ne potesse fare a meno.
Sono ancora di più quelli che pensano che l’introduzione dell’abilitazione scientifica nazionale, quale requisito per accedere ai profili di ricercatore e tecnologo (una sorta di ulteriore albo professionale, mentre si pensa di abolire gli altri) rappresenti una novità del tutto priva di ricadute concrete.

Tramontata quindi l’ipotesi del mega progetto, si bada a consolidare la struttura esistente. Con un provvedimento dell’8 ottobre scorso, infatti, il neo direttore generale, Paolo Annunziato, “tenuto conto che è ancora in itinere la finalizzazione del nuovo assetto organizzativo dell’ente, secondo il nuovo statuto (entrato in vigore nel lontano 19 aprile 2011, ndr)”, dopo aver assegnato a se stesso l’interim della direzione dell’Ufficio divulgazione e relazioni istituzionali, ha prorogato fino alla definizione della nuova organizzazione e comunque non oltre il 31 marzo 2013, ben undici incarichi dirigenziali.

Si va dall’Ufficio contabilità e bilancio (dr. Piero Angelini) all’Ufficio promozioni e sviluppo collaborazioni (sig.ra Manuela Arata); dall’Ufficio accordi e relazioni internazionali (d.ssa Virginia Coda Nunziante) all’Ufficio attività e relazioni con istituzioni europee (d.ssa Anna D’Amato); dal Servizio per la gestione informatica dei documenti, dei flussi documentali e degli archivi (dr. Paolo De Gasperis) all’Ufficio procedimenti disciplinari (d.ssa Anna Maria Montana); dall’Ufficio contenzioso civile e patrimoniale (d.ssa Lola Nistri) all’Ufficio del cda e del consiglio scientifico (dr. Giuliano Salberini) e a quello del Collegio dei revisori dei conti (dr. Sandro Valli).

Proroga semestrale anche per Massimiliano Di Bitetto, facente funzioni di direttore centrale supporto alla programmazione e alle infrastrutture e per Alessandro Preti, già facente funzioni di direttore centrale supporto alla gestione delle risorse.
Entrambi, per non essere da meno al direttore generale e sempre in attesa “della finalizzazione del nuovo assetto organizzativo”, hanno deliberato un altro pacco di proroghe. Preti, dopo aver prorogato se stesso anche come dirigente dell’Ufficio stato giuridico e trattamento economico, ha fatto altrettanto per Alda De Cesare (Ufficio formazione del personale); Rosanna Guernieri (Ufficio concorsi); Anna Maria Liberati (Ufficio trattamento previdenziale), Roberto Tatarelli (Ufficio monitoraggio  risorse e ragioneria), Alessio Marchetti (data manager) e Orazio Fabrizio (Ufficio rapporti con le organizzazioni sindacali).

Di Bitetto, invece, ha stabilito un record difficilmente eguagliabile. Da vero superman, dopo aver incassato la proroga di direttore centrale dal direttore generale, ha pensato bene di affidare a se medesimo anche la dirigenza ad interim di altre quattro (dicasi: quattro) strutture (Ufficio sviluppo del patrimonio edilizio; Ufficio prevenzione e protezione; Ufficio servizi generali della sede centrale e Ufficio programmazione operativa), prorogando al contempo, sempre per un semestre, i dirigenti degli Uffici supporto alle partecipazioni societarie (dr. Riccardo Micolitti), sistemi informativi e documentali (dr. Maurizio Lancia) e infrastrutture di elaborazione e di comunicazione (dr. Mario Tozzoli).

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