La Corte d’appello di Roma dà torto alla Fiat

Fiat_Pomigliano_sliderL’azienda automobilistica costretta ad assumere nello stabilimento di Pomigliano anche i lavoratori iscritti alla Fiom

ROMA – Il Tribunale di seconda istanza di Roma ha respinto oggi il ricorso di Fiat sulle assunzioni a Pomigliano d’Arco. Di conseguenza l’ azienda dovrà assumere 145 lavoratori iscritti alla Fiom nello stabilimento campano. La notizia viene riferita dalla stessa organizzazione sindacale e salutata come “una buona notizia” dalla leader della Cgil Susanna Camusso.

Per il responsabile nazionale auto della Fiom, Giorgio Airaudo, “è la seconda sentenza che certifica una discriminazione e le discriminazioni vanno sanate. Devono rientrare tutti i lavoratori del Giambattista Vico e, tra questi, gli iscritti alla Fiom”. La metà dell’organico infatti ancora non è stata richiamata alle linee di produzione mentre ci si avvia alla fine della cassa integrazione. I sindacati temevano che i lavoratori non ancora assunti non dovessero rientrare in fabbrica e potessero essere collocati altrove.

Dal canto suo, il leader della Fiom Maurizio Landini ha evidenziato come sia “importante che sia stato riconosciuto questo diritto alle persone che lavorano”. Riservandosi un commento più dettagliato dopo la lettura delle motivazioni della Corte d’appello che ha respinto il ricorso di Fiat, ha così proseguito: “Su 2.000 assunzioni non vi era neanche un iscritto alla Fiom Cgil, si trattava quindi di una esplicita discriminazione. D’altronde – ha ricordato Landini – su Pomigliano si era già pronunciato il Tribunale di Torino e il giudice aveva riconosciuto alla Fiom il diritto di eleggere le Rsa e di fare le assemblee. E’ chiaro che non avere neanche un iscritto non permetteva nemmeno di esercitare questi diritti”.

D’altro canto sono strettissimi i tempi in attesa dei piani di Sergio Marchionne che dovrebbe rendere noto a fine ottobre il nuovo piano industriale, dopo aver accantonato il progetto della Fabbrica Italia e aver delocalizzato in altri Stati gran parte della produzione. I timori quindi dei lavoratori erano andato crescendo nelle ultime settimane.

Nessun commento alla sentenza del Tribunale di Roma è venuto finora dall’ azienda. Un portavoce del Lingotto ha però smentito che un ‘piano Marchionne’ per la Fiat sarà presentato il prossimo 30 ottobre, come scritto da alcuni quotidiani nei giorni scorsi. Le notizie, secondo Torino, “sono invece frutto di illazioni giornalistiche, prive di qualsiasi fondamento”. In realtà di un nuovo piano industriale si era parlato espressamente nell’incontro con il governo e l’amministratore delegato della Fiat si era impegnato a presentarlo quanto prima. L’eventualità che possa trattarsi di un nuovo cambio di programma aziendale non viene esclusa in ambienti ministeriali.

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