Sistema informatico a peso d’oro all’Inail

Inail_sliderQuasi 25 milioni stanziati in una gara pubblica per l’affidamento di servizi informatici e contenuti redazionali

 

ROMA – E’ del luglio scorso la convenzione tra l’Inail e la Consip, la società per azioni del ministero dell’Economia che gestisce il programma per la razionalizzazione degli acquisti nella P.A. In attuazione di quell’accordo, è stato pubblicato di recente il bando per un appalto pubblico, diviso in due lotti, “per l’affidamento di servizi di sviluppo software, gestione dei siti web e di publishing redazionale dell’Inail”. La gara, infatti, è la prima indetta dalla Consip per la fornitura di servizi all’Istituto e “si inserisce compiutamente nell’ambito delle più moderne ed efficienti strategie di razionalizzazione e contenimento della spesa, di cui ai recenti provvedimenti sulla spending review».

In particolare il primo lotto del bando ha per oggetto l’affidamento per 48 mesi dei servizi di sviluppo, migrazione e mev di siti web, manutenzione correttiva dei siti, supporto applicativo e specialistico. Il secondo lotto, della durata di 36 mesi, comprende i servizi redazionali per gli stessi siti.

Ha destato molta curiosità e un certo sconcerto il valore della commessa, che per il lotto 1 è di 20.113.000 euro,  mentre la base d’asta massima per il lotto 2 è di 4.666.200 euro, al netto dell’iva. La gara è al ribasso, ma comunque la base di poco meno di 25 milioni di euro per la fornitura di quel tipo di servizi ad alcuni è apparsa assolutamente sproporzionata.

Tra questi c’è l’on. Di Pietro che in un’interrogazione ha chiesto “se il Governo non ritenga opportuno sospendere precauzionalmente la gara indetta dalla Consip per conto dell’Inail, al fine di acquisire tutti gli elementi di conoscenza del caso e rideterminare la base d’asta, impegnando le somme risparmiate a beneficio degli assicurati dell’Inail”. Si tratta – sostiene il segretario dell’Idv – “di un importo spropositato, che riporta immediatamente alla mente lo scandalo del portale web www.italia.it, voluto nel 2004 dal Governo Berlusconi per promuovere l’immagine turistica dell’Italia all’estero, a suo tempo ribattezzato il sito più caro del mondo e rivelatosi uno sperpero, senza precedenti, di milioni di euro di denaro pubblico”.

L’interrogante si domanda quale sia stata e da chi sia stata fatta l’analisi tecnica e di fattibilità che ha portato a fissare quei valori per la costruzione del sito, nonchè per la gestione dei contenuti. Né si sa quali fossero i costi della precedente piattaforma web dell’Inail e della sua gestione.

La spesa, secondo Di Pietro, appare tanto più assurda e anacronistica trattandosi di infortuni sul lavoro e di un sistema risarcitorio che risale il 20 maggio 2012 e riconosce 1.900 euro per la morte di giovani operai, come è successo a Nicola Cavicchi, rimasto sotto le macerie della sua azienda la notte prima del terremoto dell’Emilia, o a Matteo Armellini, schiacciato a 31 anni dal crollo del palco per il concerto di Laura Pausini.

La stessa gara da 25 milioni di euro per il nuovo portale web dell’Inail ha fatto gridare allo scandalo il deputato dell’Italia dei Valori, Antonio Borghesi che stamattina in aula ha ripetuto che, secondo tecnici qualificati, “basterebbero 250 mila euro per assicurare gli stessi servizi che l’Inail pagherà dieci volte di più. Spetta al ministro sospendere la gara. Alle famiglie di persone morte sul lavoro, l’Inail versa 1.900 euro. Una vergogna anche alla luce di quanto speso per il portale”.

Il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, nel rispondere alle interrogazioni, si è limitata ad esporre i dati fornitile dalla Consip e ad inquadrare l’appalto in questione in quel percorso di innovazione tecnologica e di semplificazione dei servizi ai cittadini e alle imprese, nel quadro più generale di progressivi risparmi della pubblica amministrazione. Secondo il ministro, rispetto ai 33 milioni spesi dall’Inail nel quadriennio 2009-2012 per i servizi telematici, i 24,5 di oggi rappresentano un bel risparmio.

Nel dichiararsi insoddisfatto per la generica risposta della Fornero, l’on, Borghesi ha ricordato anche che tra i requisiti prescritti per partecipare alla gara c’era la soglia minima di 10 milioni di fatturato specifico per siti web, che farebbe pensare alla selezione premeditata di un solo concorrente. Motivo in più, dice Borghesi, per annullare l’asta e ricominciare tutto daccapo.

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