15:02 | Truffe, vendevano case ma non erano proprietari, 6 arresti

Proponevano a ignari acquirenti appartamenti che non erano di loro proprietà. Incassavano i soldi della caparra o in alcuni casi l’intero importo e poi sparivano. Una truffa immobiliare “alla Toto'” quella scoperta dai Carabinieri di Roma che hanno individuato uno specializzato sodalizio criminale. Si tratta di 6 soggetti, di nazionalità italiana, a cui i Carabinieri stanno notificando un’ ordinanza di custodia cautelare per il reato di “associazione per delinquere finalizzata alla truffa ed al falso documentale, aggravata, continuata ed in concorso”.

Gli arresti e decine di perquisizioni sono in corso tra il Lazio, la Campania e l’Emilia Romagna. Gli indagati – operando principalmente nel quartiere Parioli a Roma – stipulavano con identità fittizie e documenti contraffatti, contratti di affitto con i legittimi proprietari di alcune abitazioni. Una volta in possesso dell’immobile, utilizzavano, con documenti falsi, le generalità dei suddetti proprietari per vendere gli appartamenti a terze persone in buona fede, poi con i soldi sparivano nel nulla.

Spesso la truffa emergeva quando il compratore truffato, dopo avere pagato il prezzo della compravendita al finto proprietario, si recava dal vero proprietario per effettuare le volture delle utenze, scoprendo che la casa non era mai stata messa in vendita. La truffa avveniva con una divisione perfetta dei ruoli: c’era il finto procacciatore d’affari, il finto locatario, il finto legale di fiducia per i rogiti notarili, i finti correntisti sui cui conti correnti confluivano gli introiti delle truffe. La vendita degli immobili avveniva peraltro per un corrispettivo di gran lunga inferiore al reale valore di mercato, al fine di aumentare le probabilità di vendita abbreviandone le tempistiche realizzative.

Il gruppo stava anche cercando di costituire una società immobiliare. A capo dell’associazione c’era un pregiudicato con un passato da commercialista. Sono stati sequestrati due conti correnti ed una somma di circa 170.000 euro.

I sei cittadini italiani sono stati arrestati dai Carabinieri nelle città di Roma, Bologna, Napoli, Nepi (Vt) e Fregene, in esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare in carcere firmata dal Gip presso il Tribunale di Roma, Simonetta D’Alessandro. Sono state inoltre effettuate 12 perquisizioni di cui 5 a Roma, 3 a Fregene, 2 a Bologna, 1 a Napoli e 1 a Nepi presso le abitazioni degli arrestati, individuando e sequestrando documentazione.

Numerosi i capi di imputazione a carico degli arrestati, ritenuti responsabili a vario titolo, e con diversi ruoli e responsabilità, di “associazione per delinquere finalizzata alla truffa ed al falso documentale, aggravata, continuata ed in concorso”, “falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici”, “falsa attestazione o dichiarazione a un pubblico ufficiale sulla identità o su qualità personali proprie o di altri” e “possesso e fabbricazione di documenti di identificazione falsi”.

Gli arresti sono il frutto di un’indagine denominata “Casa Facile”, avviata dalla Stazione Carabinieri di Roma Città Giardino nel dicembre 2011.

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