Almaviva, no al rilancio, si va avanti con la Cigs

Call-center-sliderBocciata l’ipotesi di riorganizzazione proposta dall’azienda e accolta dai sindacati. Scatta invece la Cigs

 

ROMA – I dipendenti del call center romano di Almaviva hanno bocciato l’accordo di Cigs a rotazione, siglato dall’azienda con Cgil, Cisl e Uil finalizzato al rilancio del sito. Scatta invece la Cigs a zero ore per un anno per i 632 lavoratori, in vista della cessazione delle attività. Le prospettive di ripresa si fanno sempre più scarse, viste le difficili condizioni di mercato e la fine del contratto di locazione dei locali di via Lamaro a fine 2012, che a questo punto non sarà rinnovato.

L’ipotesi di Cigs a rotazione, bocciata ieri dal referendum dei lavoratori con 373 voti contrari e 123 a favore, prevedeva l’utilizzo della cassa integrazione per la riorganizzazione delle attività aziendali, con percentuali progressivamente in riduzione, invece della cessazione delle attività con cassa integrazione a zero ore. Il pacchetto proposto dall’azienda, riferisce Il Corriere delle Comunicazioni, prevedeva corsi di aggiornamento professionale, con il contributo dell’università, per migliorare la performance del sito. Performance giudicata insufficiente dall’azienda, a causa della quale la società ha registrato nello scorso anno una perdita di 4,5 milioni.

“Di fronte al grave stato di crisi economica del sito, provocata dai livelli di qualità e produttività inferiori rispetto a quelli degli altri centri operanti in Italia, l’azienda sottolinea di aver investito negli ultimi 8 anni circa 34 milioni di euro”, si legge in una nota di Almaviva.

“L’esito negativo del referendum ha fatto venir meno la possibilità di altri interventi – conclude la nota – non ponendo quindi alternative alla procedura per la cassa integrazione già avviata il 28 agosto scorso”.

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