Tuzi lascia la poltrona al Cnr e la ritrova all’Imast

ImastL’ex direttore generale a piazzale Aldo Moro, dopo dieci giorni passa alla guida dell’ente privato in Campania

ROMA – E’ durata appena dieci giorni l’astinenza da poltrona per Fabrizio Tuzi, dirigente tecnologo, ex direttore generale del Cnr da marzo del 2009.

Uscito il 1° settembre dal Consiglio nazionale delle ricerche di piazzale Aldo Moro, dove è stato sostituito da Paolo Annunziato, per lui si sono subito aperte le porte di un altro ente, l’Imast, questa volta privato, anche se, riferisce Il Foglietto della Ricerca, per accomodarsi sulla nuova poltrona, sempre di direttore generale, si è dovuto trasferire nel capoluogo campano.

Sin qui nulla di straordinario, senonché è proprio l’approdo che esige qualche spiegazione in ordine alle modalità della traversata, tutte rinvenibili, nero su bianco, in due prodigiose, per tempestività, efficienza ed efficacia, deliberazioni del Cda del Cnr: la n. 146 e la n. 147, entrambe del 5 settembre 2012.

Con la prima, udite udite, “acquisito per le vie brevi il parere favorevole alle modifiche del protocollo d’intesa (con il Cnr, ndr) da parte dell’Imast”, il cda ha deliberato di allargare la platea di personale dello stesso Cnr avente i requisiti per essere comandato o distaccato presso il medesimo Imast.

Approvata all’unanimità la modifica, il Cda immediatamente, a seguire, con la delibera n. 147 ha autorizzato “il comando presso l’Imast del dottor Fabrizio Tuzi, dirigente tecnologo I livello, per un periodo di tre anni, con oneri a carico del Cnr e con un compenso aggiuntivo che sarà determinato dall’Imast in relazione alle funzioni che lo stesso andrà a svolgere in qualità di direttore generale”.

Per l’Imast, la nomina di Tuzi è stato senza dubbio un affare, visto che, diversamente da quanto avvenuto sinora, l’onere finanziario per il dg sarà a carico del Cnr, che sì è socio dell’Imast, ma lo è al pari di numerosi altri soggetti, che invece sembrano restare estranei a ogni esborso.

Per la cronaca, l’Imast, fondato nel 2004, ha lo scopo di intraprendere iniziative per lo sviluppo in Campania di un distretto tecnologico nel settore dell’ingegneria dei materiali polimerici e compositi.

Fino a luglio scorso, il Cda dell’Imast, che ha come soci oltre al Cnr, alcune Università (Napoli e Salerno), il Politecnico di Torino e altre società private anche molto note, come Avio, Ansaldo, Mapei, Pirelli e Fiat, era presieduto da Luigi Nicolais, con Francesco Profumo consigliere (dimessosi a novembre 2011).

Dall’ultimo bilancio della società, relativo all’anno 2011, si apprende che l’Imast, con un capitale sociale di 689 mila euro, ha chiuso l’esercizio con un utile di poco superiore ai 10 mila euro, a fronte di costi alla produzione di 1.784.629 euro e di un valore della produzione pari a 1.814.482.  

Il dato certo è che questa volta il neo direttore Tuzi avrà a che fare con un numero di dipendenti neppure lontanamente paragonabile a quello del Cnr, che come noto supera le ottomila unità.

Sono infatti in forza all’Imast, secondo quanto riportato nell’ultimo bilancio, un dirigente, sei impiegati e quattordici non meglio specificati “altri”, per un totale di 21 dipendenti. Uno in meno dell’anno precedente.

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