Vietato “spiare” i lavoratori

telecamere“Spente” dal Garante della privacy presso un call center quattro telecamere, con apparecchi di ripresa audio

ROMA – Avevano piazzato all’ingresso di un call center e nei locali dove sono collocate le postazioni di lavoro quattro telecamere con zoom in grado di captare anche le conversazioni dei dipendenti. L’impianto inoltre era privo delle informazioni prescritte obbligatoriamente in prossimità dei luoghi ripresi.

A 42 anni dalla legge sullo Statuto dei lavoratori si pensava che simili mezzi fossero finiti in soffitta, dal momento che da allora l’installazione di sistemi audiovisivi, dai  quali  derivi  anche la possibilità di controllo a distanza dell’attività dei lavoratori, è consentita solo in presenza di particolari esigenze aziendali organizzative, produttive o di sicurezza del lavoro, previo accordo con le rappresentanze sindacali.

Dagli accertamenti ispettivi disposti dal Garante della privacy è emerso invece che la società non è stata in grado di dimostrare l’esistenza delle menzionate esigenze aziendali che giustificassero l’installazione dell’impianto, né aveva rispettato la procedura prevista dalla legge. Il sistema effettuava, di fatto, un controllo a distanza dei lavoratori vietato dalla legge, aggravato, peraltro, dalla presenza di un impianto in grado di captare l’audio di quanto accadeva negli ambienti di lavoro.

Il trattamento dei dati svolto presso il call center è risultato quindi illecito e le telecamere sono state spente. A seguito del divieto, la società non potrà utilizzare i dati personali trattati in violazione di legge e l’eventuale riattivazione delle telecamere dovrà avvenire nel rispetto dello Statuto dei lavoratori.

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