12:53 | Rubò 23 mln da conti svizzeri: arrestato faccendiere

Rubò 23 milioni di euro dai conti della Banca Svizzera italiana: arrestato dai carabinieri faccendiere romano latitante ricercato dallo scorso anno. Nei guai anche il cognato.

Ieri, i carabinieri della compagnia di Frascati hanno arrestato un 43enne, nato a Roma da famiglia di origini calabresi, ricercato dal mese di novembre del 2011, e suo cognato, un 39enne romano residente nel frusinate ma di fatto domiciliato a Grottaferrata. I due sono stati arrestati mentre si trovavano in auto, alle porte della capitale, diretti alla stazione ferroviaria Roma Termini.

L’uomo è risultato gravato da un ordine di esecuzione della pena di 3 anni di reclusione, poiché condannato per i reati di associazione per delinquere e furto pluriaggravato continuato in concorso, nell’ambito di un’indagine condotta dalla Procura di Milano e da quella di Lugano finalizzata a fare luce sulla distrazione di 23 milioni di euro dai conti correnti della Banca Svizzera Italiana.

L’intricata vicenda, iniziata nel giugno del 2008, ha visto coinvolti il 43enne, all’epoca dei fatti giovanissimo dipendente della banca, ed un altro faccendiere umbro che, con una serie di passaggi finanziari legati a varie compravendite immobiliari di lusso, sono accusati di aver fatto trasmigrare il denaro dalle tasche di alcuni correntisti ad altri conti svizzeri a loro riconducibili.

Non solo: il 43enne, al momento del controllo, ha esibito ai Carabinieri dei documenti palesemente contraffatti. Portato in caserma per la completa identificazione, i militari lo hanno dichiarato in arresto, insieme al cognato colpevole di averne favorito la “latitanza”.

Per entrambi si prospetta un processo per direttissima per i reati di falsa attestazione a un pubblico ufficiale sulla propria identità, possesso e fabbricazione di documenti falsi nonché per procurata inosservanza di pena, mentre per il ricercato, che da Milano si era trasferito a Grottaferrata per rivedere la famiglia, dopo il processo si apriranno le porte del carcere dove sconterà la pena di 3 anni di reclusione. Il cognato, invece, è stato posto agli arresti domiciliari nella sua abitazione in attesa di giudizio.

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