Stop del Pdl allo spoil system in Rai

Gubitosi_Luigi_sliderIl partito fa quadrato sul tentativo di scalzare Mauro Mazza da Raiuno. Slitta anche il ricambio in Raidue

 

 

ROMA – La prevista seduta “di fuoco” del consiglio di amministrazione Rai di oggi, in cui si sarebbero dovute decidere le nomine nelle reti ammiraglie di viale Mazzini, dovrebbe invece filare via liscia. Nel pacchetto infatti che il direttore generale, Luigi Gubitosi, ha preparato, Rai1 e Rai2 non ci sono più. C’è chi sostiene che le conferme di Mauro Mazza e di Pasquale d’Alessandro siano “a tempo determinato” e che il loro destino oramai è segnato. Sta di fatto che Giancarlo Leone, dato per certo alla guida di Rai1, e Angelo Teodoli, attuale direttore dei palinsesti e in partenza per Rai2, dovranno attendere ancora un po’.

Come per tutte le vicende Rai, ci sono sempre due spiegazioni, una tecnica e una politica (e non è detto che l’una sia necessariamente alternativa all’altra). Prendiamo il caso di Raiuno. Spostare Giancarlo Leone alla rete ammiraglia significherebbe di fatto cancellare la Direzione intrattenimento da lui stesso oggi diretta. D’altronde ci si è sempre chiesto che senso aveva separare le due direzioni dal momento che è sulla rete ammiraglia che vanno in onda i principali programmi di intrattenimento, come il Festival di Sanremo, curato proprio dalla struttura di Leone, o il concorso di Miss Italia, o le trasmissioni musicali del sabato sera.

Poi c’è la spiegazione politica. Alla vigilia della defenestrazione di Mazza è intervenuto in suo aiuto il capogruppo Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto, rinfacciando al governo tecnico di fare fin troppe nomine “dai precisi risvolti politici, come il caso Maxxi insegna”. Per cui avverte che se con gli stessi criteri ci si appresta a mettere le mani sulla Rai, “noi abbiamo il massimo senso di responsabilità, ma anche una certa innata repulsione ad essere trattati da cretini”.

Il messaggio deve essere arrivato a destinazione se stamattina in Consiglio non si parlerà di Raiuno e Raidue. Anche per quest’ultima la sostituzione del vertice, come lo stesso D’Alessandro aveva in qualche modo sollecitato, era data per scontata e Angelo Teodoli era pronto ad entrare in campo. Per lui, profondo conoscitore della macchina televisiva, dovrebbe trattarsi di un’attesa breve perché la seconda rete ha bisogno come il pane di nuovi progetti editoriali per riempire i buchi nel palinsesto aperti dalla partenza di Santoro e dalla migrazione verso altre emittenti di figure di punta dello spettacolo.

Per il resto dovrebbe trattarsi di normale amministrazione. Alla Sipra, la principale criticità nel piano di raccolta pubblicitaria, il presidente Gubitosi ha già scelto l’ex direttore generale Lorenza Lei come amministratore delegato e adesso stanno cercando un nuovo direttore generale, in sostituzione di Nicola Sinisi, che potrebbe anche venire da fuori Rai.

Per Rai World, Gubitosi ha proposto la conferma di Claudio Cappon come amministratore delegato e Piero Corsini presidente, o viceversa, mentre per Rai Net l’indicazione è per la conferma di Piero Gaffuri amministratore delegato e Giuseppe Biassoni presidente, che dovrebbe prendere il posto di Gianpaolo Rossi.

Contemporaneamente alle nomine, presidente e direttore generale stanno lavorando ai conti disastrati dell’azienda e alla programmazione. Per il nuovo business plan i due si sono affidati all’advisor McKinsey per l’affiancamento al management nella predisposizione del piano industriale 2013-2015. Stando alle prime indiscrezioni, il piano dovrebbe ruotare intorno a tre assi centrali: il rafforzamento della concessionaria di pubblicità, il miglioramento del modello produttivo e l’efficientamento della struttura organizzativa e dei costi industriali.

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