Ippodromi italiani, una razza in via di estinzione

Capannelle_slider_bisI casi di Capannelle in concordato con una gestione più snella e di Tor Di Valle, stadio tra ipotesi future

 

ROMA – L’ippodromo romano delle Capannelle, dove il galoppo è protagonista, vive una situazione meno drammatica rispetto a quella di un paio d’anni fa quando si è dovuto far ricorso a un concordato preventivo con i creditori per riuscire ad evitare il fallimento.

Il maggior creditore era il Comune di Roma proprietario dell’intera area con un canone di affitto che allora arrivava a quasi due milioni di euro l’anno. L’area è però di interesse ambientale e archeologico per cui non si presta a destinazioni d’uso diverse. E poi c’era da salvaguardare il patrimonio della città anche dal punto di vista architettonico, con le sue belle tribune stile liberty.

Senza contare i problemi occupazionali. L’accordo è stato così trovato e ora l’ippodromo delle Capannelle che fa parte di Hippogroup assieme a Torino, Bologna, Cesena e Varese, vanta una gestione più snella. Anche il problema dei dipendenti in sovrannumero è stato affrontato e risolto prima con dei contratti di solidarietà, poi con la cassa integrazione e quindi appaltando alcuni servizi a una cooperativa formata dagli ex dipendenti.

Ora c’è chi vorrebbe che proprio all’interno dell’ippodromo sulla via Appia venisse costruita una pista di trotto in modo: verrebbe assorbita l’attività di Tor di Valle, ma esistono ancora problemi logistici, non ultimo la vicinanza all’aeroporto di Ciampino che limita l’impianto di illuminazione oltre alle difficoltà di collocazione del tracciato ovoidale a discapito magari di una delle piste riservate ai purosangue.

Per quanto riguarda invece l’ippodromo di Tor Di Valle non è una novità l’interesse dell’AS Roma per la costruzione del nuovo stadio di proprietà dove adesso c’è l’impianto romano. Se ne parla, tra gossip, dichiarazioni d’intento e rumors, ma ancora non si è giunti a una conclusione.

La Ippodromo Tor di Valle s.r.l., società in liquidazione, si è vista prorogare la gestione fino al 31 dicembre. Il tempo necessario alla SAIS spa, proprietaria dell’impianto e dei terreni, per “valutare con estrema prudenza e oculatezza le due proposte di locazione prevenute da parte di due gruppi di operatori del settore”.

La novità di questi giorni è che c’è anche l’interessamento almeno di un secondo pretendente alla gestione dell’impianto. Non è quindi ancora subentrata alla Ippodromo Tor di Valle la società che avrebbe dovuto gestire il “passaggio” dall’attuale proprietà ai nuovi acquirenti. Intanto l’attuale gestione ha annunciato che entro la fine dell’anno provvederà a corrispondere almeno tre delle mensilità delle dovute retribuzioni di lavoro arretrate (sarebbero sei o sette a seconda dei casi).

Gaetano Papalia, presidente della società di gestione, non ha fatto mistero sull’accordo in essere con il costruttore Luca Parnasi, ma al tempo stesso non ha confermato che il costruttore romano sia già il nuovo “proprietario” dell’area e dell’ippodromo. La soluzione, in caso di trasferimento di proprietà dovrebbe comunque essere rappresentata dalla costruzione del nuovo impianto per le corse nell’area già delimitata in zona “Pescaccio” per la quale, a detta di Papalia, sarebbe sufficiente un anno di lavori e la cui gestione sarebbe assicurata per circa vent’anni.

Anche per Tor di Valle c’è da risolvere la questione di Equitalia, sebbene il liquidatore della società, Mauro Ciccozzi, con un comunicato ha dichiarato che il Tribunale di Roma avrebbe disposto il dissequestro delle somme pignorate da Equitalia presso l’Assi e la sospensione di 5 delle 11 cartelle esattoriali emesse. Restano i problemi legati al pagamento di spettanze verso le scuderie creditrici di iscrizioni e premi che si sarebbero rivolte all’Assi per tutelare i propri crediti.

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