Le imprese italiane penalizzate dall’Enel

Tralicci_sliderCon le nuove procedure per l’assegnazione di appalti, le gare saranno aggiudicate ad imprese straniere

 

ROMA – C’è maretta fra le imprese appaltatrici dell’Enel per i nuovi criteri adottati per l’affidamento dei lavori di manutenzione, costruzione e demolizione degli elettrodotti in bassa e media tensione, cioè le linee che partono dalle cabine primarie ed arrivano nelle nostre case.

Fino ad oggi queste opere erano gestite dall’Enel attraverso una serie di appalti che facevano capo a singole imprese o consorzi in possesso di specifica capacità tecnica-operativa, insediate da tempo sul territorio con maestranze locali altamente specializzate e dedicate a queste particolari attività. Le imprese che facevano parte dell’elenco fornitori Enel dovevano avere precisi requisiti relativi alle certificazioni di qualità, oltre a disporre di personale certificato e specializzato per questo tipo di attività;

Ora invece le nuove procedure, adottate in via sperimentale da Enel Distribuzione, sono state applicate per la prima volta nel giugno scorso nei due compartimenti del Piemonte e della Liguria. Si è trattato di un unico appalto europeo, diviso a sua volta in tre lotti, per l’affidamento di lavori di costruzione e manutenzione di linee elettriche nelle due regioni, per la durata di 5 anni, al prezzo complessivo a base d’asta di 245 milioni di euro.

Nel primo lotto del Piemonte occidentale ha vinto l’impresa spagnola Elecnor, in associazione con una piccola impresa italiana (Boetti s.r.l. con circa 15 dipendenti), con un ribasso di circa il 20 per cento. All’interrogante risulta che l’ufficio appalti dell’Enel di Roma avrebbe tolto la gara agli spagnoli per affidarla alla società italiana Sirti, un’impresa a partecipazione statale, con un prezzo superiore di circa 1,5 milioni rispetto a Elecnor. Anche il secondo lotto del  Piemonte orientale è stato vinto dalla stessa associazione di imprese con un ribasso d’asta che altre imprese contattate dall’Enel hanno giudicato impraticabili. Ancora gli spagnoli, questa volta con l’impresa Cobra, in assiazione con la Icottec di Monterotondo (Roma), società partecipata per il 99 per cento da Icot spa di Forlì a sua volta partecipata a maggioranza da società estere, si è aggiudicata il terzo lotto, quello della Liguria.

Le imprese italiane rimaste all’asciutto protestano con argomentazioni non pretestuose. Dicono in sostanza, “per poter partecipare al bando ci siamo dovute qualificare impegnando denaro e risorse, costituendo dei consorzi di imprese per aderire alla volontà di Enel di avere pochi interlocutori qualificati e trasformandoli in consorzi stabili, con conseguente aggravio di costi e responsabilità fra i soci, per ottenere la qualificazione illimitata, condizione sine qua non per partecipare al bando”. Per contro le imprese non in possesso di tali qualificazioni partecipano ugualmente alla gara e ad aggiudicazione avvenuta hanno tempo 60 giorni per mettersi in regola, ovvero acquistare o noleggiare le attrezzature e assumere i capi squadra delle imprese qualificate nazionali. Con l’ulteriore vantaggio competitivo del costo del lavoro, dal momento che gli operai italiani costano circa il doppio di quelli spagnoli, tant’è che le imprese vincitrici intendono utilizzare personale proprio, come dimostra il fatto di aver già inviato a Genova alcune decine di unità ai corsi per le qualifiche Enel. E’ previsto che circa 300 lavoratori di ditte italiane finiscano in cig nella sola Liguria.

Per questi motivi, l’on. Galli chiede ai ministri dell’economia, dello sviluppo economico e del lavoro “se intendano intervenire affinché le aziende di Stato assumano criteri di bando tali da non penalizzare le imprese italiane, ben sapendo che i costi del lavoro in Italia non sono concorrenziali con altri Paesi comunitari, e richiedendo invece alle ditte comunitarie la parità di requisiti rispetto alle italiane; se il personale delle ditte vincitrici operanti sul territorio nazionale abbia contratti di lavoro compatibili con l’ordinamento nazionale, se tale personale abbia le qualifiche richieste agli operatori nazionali di settore e se il personale impiegato dalle ditte vincitrici abbia contratti in essere riconosciuti nell’ordinamento della Unione europea”.

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