Forse Europa7 sarà risarcita dopo 13 anni

europa7Il Mise potrebbe pagare 95mila euro per mancata assegnazione frequenze. Oggi la decisione del Tar

ROMA – Il calvario di Europa 7, dopo 13 anni di schermaglie e di atti giudiziari, non è ancora finito. Come si ricorderà, tutto comincia nel 1999 quando l’emittente televisiva ottenne la licenza per trasmettere su tre frequenze a copertura di buona parte del territorio nazionale. Passano 10 anni senza che succeda nulla e alla fine gli viene concessa una sola frequenza.

Da qui, dopo infiniti ricorsi, proteste, intimazioni, Europa 7 si rivolse alla Corte europea dei diritti umani per ottenere soddisfazione. E la Corte gli ha dato ragione condannando l’Italia a risarcire l’emittente con 10 milioni di euro per danni materiali e morali.

Ma ci sono voluti ancora un due o tre ricorsi al Tar per accertare l’inadempimento del ministero agli obblighi di assegnazione delle frequenze integrative, fino alla recente nomina di un commissario ad acta e alla determinazione di penalità di mora di 1.500 per ogni giorno di ritardato adempimento.

Ritardo che si è puntualmente verificato per oltre due mesi, così che l’emittente di Francesco Di Stefano ha chiesto nuovamente ai giudici amministrativi di ordinare al ministero per lo Sviluppo economico di pagare la penalità di mora per ognuno dei 63 giorni di ritardo nell’esecuzione della precedente ordinanza. Si tratta di quasi 95 mila euro e per il cui pagamento il Tar dovrebbe decidere oggi.

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