Acea, procedimento sanzionatorio dell’Authority

Acea_sliderNel mirino il mancato rispetto della periodicità delle bollette, il ricorso a consumi presunti e i tempi di risposta ai clienti

 

ROMA – L’Autorità per l’energia ha avviato un procedimento sanzionatorio a carico di Acea in relazione al mancato rispetto della periodicità nell’invio delle fatture dell’energia elettrica, al calcolo degli importi in base a consumi presunti pur in presenza di dati di misura comunicati e alla lentezza dell’impresa nella risposta alle richieste di informazione dei consumatori. Il procedimento si concluderà, salvo proroghe, entro 120 giorni.

L’istruttoria nasce dalle segnalazioni dello Sportello del consumatore di AU che, si legge nella delibera, nel corso del 2012 ha registrato un notevole incremento di reclami presentati dai clienti di Acea Energia S.p.A., soprattutto con riferimento alla fatturazione dei consumi e ai tempi di risposta alle diverse richieste dei clienti.

Riguardo ai tempi di risposta, riferisce Staffetta Quotidiana, i dati a disposizione dell’Autorità evidenziano il mancato rispetto degli standard generali di qualità relativi alla risposta a richieste scritte di informazioni e a richieste scritte di rettifica di fatturazione nel secondo semestre 2011 e nel primo semestre 2012. In particolare, a fronte di una soglia minima obbligatoria del 95% di risposte inviate alle richieste, la società avrebbe ottemperato solo in percentuali comprese tra lo 0% e il 94,1% per i clienti serviti in maggior tutela e tra il 9,1% e il 66,7% per quelli del mercato libero.

Quanto alle periodicità delle fatture, Acea stessa ha ammesso in comunicazioni all’Aeeg di aver sospeso la fatturazione per 4.573 clienti del mercato libero e per 64.743 clienti del servizio di maggior tutela, “con ciò – rimarca il regolatore – esplicitando l’attualità della lesione del diritto dei propri clienti alla periodicità della fatturazione prevista dal contratto”.

Infine, riguardo alle autoletture, Acea ha ammesso di non effettuare l’eventuale valutazione del dato di autolettura inviato dai clienti rispetto al loro profilo di consumi e quindi quantomeno di ritardarne l’uso e di non aver effettuato almeno in un caso la comunicazione obbligatoria circa l’invalidità della autolettura.

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