Il Grande Fratello scruta ogni nostra mossa

Grande_fratello_sliderIl provvedimento dell’Agenzia delle entrate sulla trasmissione di tutti i dati ‘sensibili’ all’Anagrafe tributaria


ROMA – L’Autorità Garante per la protezione dei dati ha detto sì. Lo schema di provvedimento dell’Agenzia delle entrate che stabilisce le modalità con cui banche e operatori finanziari dovranno trasmettere d’ora in avanti tutte le informazioni contabili relative ai conti correnti e ai rapporti finanziari di ciascuno di noi è diventato di conseguenza realtà. Il “Grande Fratello” dunque, evocato da George Orwell nel suo romanza 1984, si materializza e assume le sembianze minacciose del dittatore che tiene costantemente sotto controllo ogni cittadino dello Stato immaginario di Oceania. Che i lineamenti di quel dittatore ricordino alla lontana quelli di Attilio Befera, il direttore dell’Agenzia delle entrate, è solo una subdola insinuazione.

Lo schema appena approvato tiene conto delle osservazioni e delle richieste avanzate nell’aprile scorso dalla stessa Authority, finalizzate all’adozione di più elevate misure di sicurezza a protezione dei dati dei contribuenti, “considerata l’enorme concentrazione di informazioni personali presso l’Anagrafe tributaria con elevati rischi soprattutto in relazione ad accessi abusivi, utilizzi impropri e proliferazione di interconnessioni e raffronti”.

Sotto il profilo tecnico, il regolamento prevede che i dati vengano trasmessi attraverso una nuova infrastruttura, il “Sistema di interscambio” (Sid), e non più con il servizio Entratel inizialmente individuato. Il nuovo sistema consente infatti di realizzare procedure di trasmissione totalmente automatizzate. Banche e operatori finanziari dovranno utilizzare due sistemi alternativi: o mediante un server Ftp, cioè un “nodo” di colloquio con l’Agenzia, o mediante il servizio di Posta elettronica certificata (Pec), utilizzabile in caso di file di piccole e medie dimensioni. I dati così raccolti potranno essere conservati al massimo per sei anni e poi automaticamente cancellati.

Dal 1° gennaio 2013 dunque banche, Poste, Sim, Sgr, fiduciarie e assicurazioni dovranno spedire all’anagrafe tributaria tutti i dati “sensibili” dei conti correnti, e non solo (saldo iniziale e finale, importi totali degli accrediti e degli addebiti, frequenze di accessi alle cassette di sicurezza, alle gestioni patrimoniali, all’uso delle carte di credito, dei certificati di deposito, ecc.). Se al database del “cervellone” potevano accedere in caso di indagini finanziarie Gdf e Agenzia delle Entrate per rilevare i rapporti attribuibili al soggetto sottoposto a controllo, d’ora in avanti tutte le informazioni comunicate al Fisco dagli operatori potranno essere usate dall’Agenzia anche per elaborare, con procedure centralizzate, liste selettive di contribuenti a maggior rischio di evasione da sottoporre a verifiche.

Se a questi mezzi si aggiungono i telepass, i bancomat, le telecamere sparse ovunque, o le delazioni del vicino di casa premiate dall’Agenzia delle entrate, bisogna ammettere che ognuno di noi è ormai nudo davanti al “grande fratello”. Anche nel romanzo di Orwell il potere è nelle mani di un soggetto unico. I suoi occhi sono i televisori forniti di telecamera, installati per legge in ogni abitazione che il cittadino non può spegnere. Il Partito inoltre è dotato di una polizia politica, la psicopolizia, che interviene in ogni situazione sospetta di eterodossia, o di deviazionismo (o di evasione fiscale? ndr). Comunque la si voglia giudicare, bisogna riconoscere che qualche volta la realtà supera la fantasia romanzesca o la finzione televisiva.

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