Sequestrato il cantiere del porto turistico di Fiumicino

Fiumicino_porto_turisticoSigilli per carenze strutturali e problemi sicurezza. Sette avvisi di garanzia tra cui l’imprenditore Caltagirone

 

ROMA – L’area del nuovo porto turistico di Fiumicino è stata posta sotto sequestro all’alba di oggi dalla guardia di finanza di Roma su disposizione della Procura di Civitavecchia. Secondo quanto si e’ appreso, all’origine del provvedimento vi sarebbero carenze strutturali e problemi di stabilità e sicurezza nell’intera opera.

La guardia di finanza sta notificando sette avvisi di garanzia, su disposizione della stessa Procura, contestualmente al sequestro dell’area del nuovo porto. L’accusa ipotizzata dagli inquirenti di Civitavecchia sarebbe la frode nelle pubbliche forniture. L’area sotto sequestro è di circa un’ettaro.

C’é anche l’imprenditore Francesco Bellavista Caltagirone tra i sette indagati nell’indagine che ha portato al sequestro da parte della Guardia di Finanza del cantiere del nuovo porto turistico di Fiumicino. Secondo l’accusa, l’opera pubblica, per un costo stimato di circa 400 milioni di euro, è stata realizzata con carenze tali da metterne a rischio la tenuta e la sicurezza con l’obiettivo di aumentare il guadagno dei lavori.

Dalle indagini del Nucleo di polizia tributaria della Gdf è emerso che, attraverso un articolato meccanismo, i lavori venivano affidati a imprese riconducibili, direttamente o indirettamente, al gruppo Acqua Pia Marcia di Roma facente capo a Francesco Bellavista Caltagirone. Oltre a Caltagirone, sono indagati i legali rappresentanti e i consiglieri delle società coinvolte e il direttore dei lavori. Per tutti l’accusa è frode in forniture pubbliche.

Al riguardo, giova ricordare che lo scorso 11 maggio la società del Gruppo Acqua Marcia, incaricata di realizzare il porto turistico di Fiumicino, ha proceduto alla risoluzione del contratto di costruzione dell’opera che la legava alla concessionaria IP – Iniziative Portuali. Il Gruppo Acqua Marcia non essendo quindi più direttamente impegnato nella costruzione dell’opera, resta quale socio dormiente nella compagine sociale di IP.

Il provvedimento giudiziario giunge dopo un lungo braccio di ferro, non ancora concluso, tra il Tribunale di Civitavecchia e la società Acquatirrena del gruppo Caltagirone. Ai rilievi critici infatti formulati dal consulente tecnico di ufficio (Ctu), ing. Pierantonio Isola, nella sua relazione preliminare del 21 maggio scorso, integrata il 2 agosto successivo, ha già replicato punto per punto l’8 ottobre il perito di parte, prof. Giuseppe Scarpelli, docente di Geotecnica dell’Università Politecnica delle Marche e Presidente dello spin off della medesima Università denominato Geotechnical Engineering Services, attestando che l’opera è sicura, realizzata a regola d’arte e con materiali idonei.

Senza entrare pertanto nel merito delle considerazioni e controdeduzioni tecniche su quanto presentato dai due periti al Tribunale civile di Civitavecchia, sembra tuttavia di poter dire che il provvedimento odierno di sequestro disposto dalla Procura abbia carattere eminentemente cautelativo, in attesa che vengano sciolti definitivamente i nodi strutturali delle opere già eseguite e si possano finalmente riaprire i cantieri per la realizzazione del porto.

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