Unindustria Rieti, Gianfranco Castelli nuovo presidente

Gianfranco-CastelliEletto dall’Assemblea per il quadriennio 2012/16. Confermato come vice presidente di Unindustria

 

ROMA – L’Assemblea elettiva di Confindustria Rieti, ha eletto ieri Gianfranco Castelli, già designato dal Consiglio Direttivo territoriale, presidente di Unindustria-Confindustria Rieti per il quadriennio 2012-2016. L’elezione lo riconferma dunque vice presidente di Unindustria.

“Le previsioni economiche, per i prossimi quattro anni del mio mandato – dichiara Gianfranco Castelli – non sono rosee. Ci sono criticità nel nostro territorio, che non possono rimanere in attesa di vedere sbloccati importanti progetti cantierabili che sono fermi in Comune: stiamo perdendo la provincia, fino a marzo siamo di fatto senza governo regionale ed il governo è in scadenza”.

Per non parlare poi dell’emergenza occupazionale. Secondo i dati della cassa integrazione guadagni, Rieti registra l’aumento più ampio della Regione, + 101,8 per cento. Sono dati inaccettabili. La percentuale d’imprese che avverte un inasprimento delle condizioni di finanziamento si è attestata su tutti i settori, su livelli compresi tra il 35 ed il 45 per cento.

“La pressione fiscale punisce chi aumenta il personale e frena lo sviluppo. Le leve su cui intervenire – prosegue Castelli – sono dunque conoscenza, concorrenza, burocrazia e partecipazione al lavoro. Solo così le imprese possono aprire la strada verso la ripresa, ma per fare questo hanno bisogno di una politica economica che affronti le principali emergenze. Altrimenti tante realtà, ancorché consolidate, continueranno a sentire le difficoltà del momento, faticheranno ad andare avanti, come sta avvenendo per la Schneider”.

A concludere i lavori dell’Assemblea di Rieti, il presidente di Unindustria, Maurizio Stirpe, che durante il suo intervento ha voluto ribadire la necessità di trovare una soluzione per il riordino delle provincie, rilanciando la proposta di una Regione metropolitana.

“Il Lazio – ha detto Stirpe – dovrà affrontare il riordino delle Province e l’istituzione della Città Metropolitana di Roma. Il Lazio ha delle specificità che non appartengono ad altre regioni. In altre parole le provincie laziali presentano delle interconnessioni strategiche più con Roma che tra loro. E’ quindi evidente che l’accorpamento di Viterbo con Rieti e di Latina con Frosinone non risponde alle esigenze dei territori, ma anzi ne accentua le criticità, aggravando l’instabilità di tutto il sistema.

Per questo propongo una Regione metropolitana estesa sino agli attuali confini del Lazio, assieme al riconoscimento di presidi strategici per quei bacini che già possiedono una specifica identità economica ed infrastrutturale, ad esempio le attuali Province o i comuni dei porti laziali, ed infine Roma Capitale con confini più circoscritti, una sorta di distretto più aderente alle esigenze e funzioni tipiche di una Capitale”.

Potrebbero interessarti anche