15:34 | Indignati, blitz in tutta Italia: 5 arresti

Blitz della Digos e del Ros della Capitale, a Roma, Savona, Milano e Cosenza nell’ambito dell’inchiesta sugli scontri avvenuti il 15 ottobre 2011 durante la manifestazione degli indignati. Sono stati eseguiti cinque provvedimenti cautelari emessi dal gip del Tribunale di Roma a carico di altrettante persone vicine agli ambienti dell’anarchia, del movimento antagonista e delle tifoserie violente. Per loro l’accusa è di “devastazione e saccheggio e resistenza a pubblico ufficiale”.

L’operazione, coordinata dal Pool Antiterrorismo della Procura della Repubblica di Roma, costituisce la prosecuzione dell’attivita’ d’indagine che tra il 15 ottobre 2011 e il 20 aprile 2012 ha già coinvolto circa 40 persone. Alla base dei provvedimenti restrittivi le risultanze dei riscontri fotografici prodotti dalla Polizia Scientifica, ed il sussistente pericolo di reiterazione dei reati, cosi’ come rilevato dal gip del Tribunale di Roma. Contemporaneamente, su disposizione della stessa Procura della Repubblica, sono in corso di esecuzione diverse perquisizioni locali e personali.

In base agli ulteriori riscontri fotografici prodotti dalla Polizia Scientifica, i cinque indagati sono stati infatti riconosciuti tra i responsabili di specifici episodi di violenza verificatisi in occasione della manifestazione. “In concorso con altri facinorosi ed utilizzando anche strumenti atti ad offendere, gli stessi, anche con gravissimi rischi per l’incolumità pubblica – si legge in una nota congiunta della Digos e dei Ros – hanno assaltato l’ufficio postale di via Cavour, distrutto il distributore di carburante Eni di Largo Corrado Ricci, l’agenzia Man Power di Via Labicana, le vetrine della filiale della Banca Popolare del Lazio di Via Merulana, fino a causare l’incendio della caserma dell’Esercito Italiano e di quella della Guardia di Finanza di Via Labicana”.

I manifestanti violenti, inoltre, sono stati riconosciuti mentre, insieme ad altre persone, creavano un cordone di protezione per impedire la visione, il passaggio e l’intervento delle forze dell’ordine. Uno degli indagati, infine, è stato anche identificato come una delle persone che ha partecipato all’assalto e alla distruzione del mezzo blindato dell’Arma dei Carabinieri, dato poi alle fiamme.

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