Giudizio positivo sulla gestione della rete ferroviaria

Binari_treno_sliderRispetto del contratto di programma per il triennio 2011/13. 520mln nell’esercizio 2010 di Rfi per l’alta velocità

 

ROMA – In un quadro istituzionale caratterizzato da una pluralità di organismi con competenze in parte attigue, compresa la neonata Autorità di regolazione dei trasporti, il sistema italiano dei trasporti appare tendenzialmente idoneo a consentire l’affermazione dei principi europei in materia.

E’ il giudizio propedeutico che la Corte dei conti esprime riguardo alla Rete Ferroviaria Italiana (Rfi), il cui percorso di miglioramento è fortemente condizionato sia dal quadro della finanza pubblica (caratterizzato dalle politiche di contenimento della spesa e di risanamento del bilancio pubblico), sia da quello del mercato del trasporto merci, che ha fatto registrare negli ultimi anni sensibili contrazioni in termini di volumi di produzione di treni-km.

In tale ottica – sostiene il rapporto della Corte – il rispetto delle condizioni previste dal Contratto di Programma per il triennio 2011-2013 appare un presupposto di grande importanza, atto a garantire a Rfi la certezza delle risorse. In questo modo peraltro si  prefigura un orizzonte di stabilità di condizioni per l’efficacia delle azioni intraprese, anche se gli investimenti necessari per lo sviluppo dell’infrastruttura non potranno non essere condizionati dal persistere della situazione di precarietà degli interventi  statali, che ha già comportato, con la legge di stabilità 2011, un definanziamento di circa 1 miliardo di euro.

Una riflessione a parte nell’analisi dell’organismo di controllo amministrativo merita il settore relativo alla sicurezza delle infrastrutture (sicurezza della circolazione, delle gallerie, difesa della sede e vulnerabilità sismica e idrogeologica) che negli ultimi tempi è stato interessato da numerosi disposti normativi e regolamentari che hanno posto a carico della Società, in quanto gestore dell’infrastruttura ferroviaria nazionale, piani di adeguamento di consistenti dimensioni finanziarie.

Per quanto riguarda la linea AV/AC Torino–Milano–Napoli, l’avanzamento dei lavori nell’esercizio 2010 è stato pari a 520 milioni di euro, con una minore produzione di 578 milioni di euro (-53%) rispetto all’esercizio precedente dovuta alla sostanziale
conclusione della parte preminente del progetto (88%) con la totalità delle tratte già attivate all’esercizio. In data 7 dicembre 2010 inoltre l’Assemblea straordinaria di Rfi ha deliberato il progetto di fusione per incorporazione in Rfi della TAV.

Per l’esercizio 2010, le risorse statali erogate a vario titolo a Rfi per il 2010, hanno raggiunto l’importo di 2.947 milioni di euro (di cui 1.738 milioni in conto impianti) con notevole flessione rispetto ai 5.246 milioni di euro (di cui 4.063 milioni in conto impianti) del 2009. Nello stesso esercizio, gli investimenti infrastrutturali sono stati pari a 2.558 milioni di euro, con un decremento di 51 milioni di euro (circa – 1,9%), di cui circa 979 milioni di euro sono andati ai grandi progetti infrastrutturali e 1.579 milioni alle attività di mantenimento in efficienza dell’infrastruttura e per interventi diffusi sul territorio. Infine gli investimenti in ricerca e sviluppo nel 2010 sono stati pari a circa 12 milioni di euro, con significativa riduzione rispetto al 2009.

Ammonta a 30.209 unità l’organico complessivo della Società in servizio alla data del 31 dicembre 2010, in diminuzione del 4,4% (-1.386 unità) rispetto ai 31.595 dell’esercizio precedente.

Sul piano più propriamente gestionale si osserva che Rfi ha chiuso il bilancio 2010 con un utile di € 91,6 mln, fortemente incrementato rispetto al precedente esercizio 2009 che registrava un risultato positivo di € 8,9 mln.Tale incremento è la risultante della crescita del 2,3% dei ricavi e della diminuzione del 2,2% dei costi operativi. Il Risultato operativo (EBIT) si è attestato a € 135,1 mln, superiore di € 70,4 mln rispetto al 2009 (€ 64,6 mln), dopo avere coperto costi per ammortamenti, svalutazioni e accantonamenti per complessivi € 132,8 mln, in rialzo del 41,1% sul 2009.

Dopo aver analizzato in dettaglio la situazione economica e finanziaria di Rfi, la Corte dei conti si sofferma in maniera problematica sulla scelta della Società di non procedere ad alcun accantonamento, con riguardo ai numerosi arbitrati attivati dai General Contractors relativamente a talune tratte dell’AV, in conseguenza della revoca delle concessioni disposte dalla Legge 40/2007. “In proposito saranno da verificare in prosieguo, alla luce delle risultanze degli arbitrati in corso, quali effetti si saranno determinati per il bilancio della Società e da valutare la validità o meno della mancata effettuazione di prudenti appostazioni contabili”.

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