16:49 | Truffa all’Imaie, in 205 rischiano il processo

In 205 rischiano di finire sotto processo a Roma per una mega truffa ai danni dell’Imaie, l’Istituto mutualistico degli artisti, interpreti ed esecutori. Si è infatti conclusa l’inchiesta della procura di Roma che ha accertato una truffa di alcuni milioni di euro ai danni dell’istituto e contesta i reati di truffa, riciclaggio e falso in scrittura privata.

Il pubblico ministero, Luca Tescaroli ha chiesto il rinvio a giudizio di 205 persone accusato di aver presentato false attestazioni asserendo di essere un artista o un interprete di un’opera di ingegno. Per mezzo di queste attestazioni, secondo l’accusa, tra il 2007 e il 2008 vennero richiesti i contributi previsti dalla legge del ’92 per i progetti artistici.

Tra i principali indagati Mario De Martini, legale rappresentante della Edizioni Musicali Pandora; Stefano Trasimeni, legale rappresentante della Heiligestadt Verlag edizioni musicali. I due secondo la procura di Roma avrebbero individuato oltre 200 persone che hanno poi di fatto chiesto il contributo che spetta agli artisti.

Leggendo gli atti d’accusa si arriva a comprendere il volume del raggiro che ha contribuito al crack dell’ente e che è diventato, almeno a partire dal 2007, motivo di lacerazioni profonde tra attori e figuranti, musicisti e suonatori, comparse e autori.

Perché il sistema di lucrare soldi era semplice. Bastava un attestato, che riconosceva il ruolo svolto di interprete e/o esecutore di opere dell’ ingegno e si poteva richiedere i contributi previsti dalla legge 93/1992 per i progetti artistici. La maggior parte degli indagati sono coloro che, tra il 2007 ed il 2008, furono indicati falsamente come artisti.

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