Snam Rete Gas, Malacarne presidente

MalacarneManterrà la carica di Ad della capogruppo Snam. Prende il posto del dimissionario Bini Smaghi

 

ROMA – Il Cda di Snam Rete Gas, controllata al 100% da Snam, ha cooptato oggi, con delibera approvata dal collegio sindacale, Carlo Malacarne quale nuovo componente del Consiglio, in sostituzione del presidente Lorenzo Bini Smaghi, che ha rassegnato le dimissioni dopo la sua nomina alla presidenza della capogruppo Snam. Subito dopo lo stesso Malacarne è stato nominato presidente della società, mantenendo la carica di amministratore delegato della capogruppo Snam (alla faccia del divieto di cumulo delle cariche e di incroci fra controllori e controllati!).

Mentre quindi si mette a punto la governance del gruppo, le banche d’affari sono in attesa di sapere quale sarà la decisione finale dell’Eni per la vendita del 20,2% di Snam Rete Gas restato al colosso dell’energia dopo il riassetto orchestrato con la Cassa Depositi e Prestiti. Anche se il vertice Eni ha spiegato che per la vendita non ci sarebbe fretta, tuttavia tra gli addetti ai lavori c’è l’impressione che l’operazione potrebbe partire entro fine anno. Le banche infatti avrebbero offerto ad Eni le loro soluzione per massimizzare l’incasso dalla cessione del 20,2% ed evitare scivoloni del titolo in Borsa. In particolare, secondo indiscrezioni raccolte in ambienti finanziari, le merchant bank internazionali avrebbero consigliato una soluzione mista. In pratica il pacchetto del 20,2% potrebbe essere ceduto con operazioni combinate: da una parte una quota potrebbe essere collocata sul mercato ad investitori istituzionali, dall’altra pacchetti importanti potrebbero invece essere venduti a blocchi a fondi sovrani o investitori stabili.

E’ significativo a questo riguardo che si stiano sempre più infittendo le relazioni tra il Governo italiano, azionista di controllo di Eni, e alcuni grandi investitori del Medio Oriente. Nella recente missione in Medio Oriente, il premier Monti era accompagnato anche dai massimi esponenti della Cassa Depositi e Prestiti, tra cui il presidente Franco Bassanini, l’amministratore delegato Giovanni Gorno Tempini e Maurizio Tamagnini, amministratore delegato del Fondo Strategico Italiano.

Potenziali interessati infatti a prendere una quota importante di azioni Snam Rete Gas, ritenute quasi un bond per la stabilità della cedola, potrebbero essere i fondi sovrani del Qatar e di Abu Dhabi. Fino a qualche settimana fa si era ipotizzata anche la possibilità di cedere una quota delle azioni Snam Rete Gas al pubblico retail. Ma questa opzione pare essere diventata sempre meno probabile, visto che non sarebbe tra le soluzioni più gradite ad Eni e anche le banche che in un primo momento l’avevano proposta sembrano ora meno convinte.

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