Aperte le ostilità contro i tagli alla sanità

Ospedale_sliderRiunite in assemblea tutte le forze dell’universo sanitario contro i tagli al settore del commissario Bondi

 

 

ROMA – Un drammatico appello, indirizzato alle più alte cariche del Governo, dello Stato, dei Partiti, delle specifiche Commissioni parlamentari, è stato deciso ieri dal temporaneo e variegato cartello di 50 sigle (organizzazioni sindacali del comparto, dirigenza della sanità pubblica, nonché della spedalità privata convenzionata, datori di lavoro, associazioni di utenti, …).

La mobilitazione del popolo della sanità nazionale è “contro lo smantellamento del servizio sanitario regionale, per denunciare la palese violazione del diritto costituzionale alla tutela della salute dei cittadini che si sta per configurare e/o realizzare nella Regione Lazio”.

Sono emersi i drammatici effetti di una politica dissennata:

–    l’assenza totale di relazioni e di comunicazioni su operazioni di taglio sui numeri, sui criteri adottati, sulla deformazione/innovazione-compressione di nuovi parametri per i posti letto /mille ( a differenza di quanto avviene nel resto d’Italia)
–    il reale rischio che al 31.12.2012 oltre 2700 operatori sanitari, di cui oltre 1.000 medici, vedano il loro contratto non rinnovato, malgrado un accordo siglato con il Presidente Polverini per il loro mantenimento in essere, se finalizzati al mantenimento dei Lea, per 36 mesi e specificamente fino al 31.12.2013.
–    La diretta e immediata conseguenza della messa in difficoltà di tutti i servizi di emergenza e delle aree critiche fino ad una loro ipotizzabile chiusura.

Quanto descritto ha portato 50 organizzazioni che vivono e lavorano in sanità a chiedere un deciso “stop” a Bondi, che non risponde ai cittadini, fino a che non venga democraticamente insediato il nuovo governatore della Regione legittimato dal voto popolare.

Se a tutto ciò si aggiunge la posizione di Monti espressa in ambiente ufficiale circa il rischio della non sostenibilità del Sistema Sanitario Nazionale (che ripetiamo costa di meno , nonostante gli “sprechi”, che in molti altri paesi europei), i sottoscrittori dell’appello ritengono questi due passaggi Bondi-Monti “odiosi e pericolosi”.

Il sit in di protesta deciso per l’11 dicembre sotto la Regione Lazio ha come obiettivo bloccare il taglio raso di Bondi e onorare l’accordo con i precari attraverso l’immediato rinnovo fino al 31.12.2012 (a costo zero, per garantire la funzionalità dei servizi)  nelle more del vero superamento del precariato  come unica forma di reclutamento nel servizio sanitario che può durare fino a oltre 10 anni.

C’e’ più di qualcosa che non va  e che deve essere radicalmente cambiata da chi ha la titolarità, la lucidità e la responsabilità politica per farlo.

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