Policlinico Gemelli, sull’orlo del precipizio

Policlinico_GemelliPesante il taglio da 29 milioni. A rischio i servizi e il nuovo reparto neonatale. Ricorso contro i decreti Bondi

 

ROMA – Emergenza per il Policlinico Gemelli che con gli ulteriori tagli si sente schiacciato. “Non sono stati fatti dei tagli ponderati e selettivi. Indistintamente il Gemelli è stato messo allo stesso livello di strutture più piccole ed è stato investito da provvedimenti non negoziabili”, ha dichiarato Marco Elefanti, direttore amministrativo Università Cattolica del Sacro Cuore, durante la conferenza stampa indetta alla luce dell’emanazione dei decreti del commissario ad Acta della Regione Lazio, Enrico Bondi.

Il taglio di oltre 29 milioni di euro (che equivalgono a circa il 30% dei tagli previsti per tutte le strutture sanitarie accreditate del Lazio) sul budget 2012 rischia di mettere a rischio i servizi. E’ l’allarme del Policlinico Gemelli di Roma, alla luce dei decreti n. 348 e 349, i cui contenuti, ricordano i dirigenti del Policlinico, malgrado il precedente e recente accordo con la Regione non sono stati né negoziati né conosciuti e senza che ne siano state valutate le conseguenze. Il taglio “va a incidere pesantemente sul budget per l’anno in corso di 529 milioni sottoscritto a fine luglio tra il Policlinico Gemelli e la stessa Regione Lazio, il cui ammontare è stato definito proprio in misura del riconoscimento del ruolo centrale del Gemelli nel SSR”. Di questo taglio circa 5 milioni sono relativi alle funzioni per l’Emergenza e per il Pronto soccorso senza riduzione delle prestazioni erogate.

Il Gemelli ha messo infatti a punto un Piano strategico 2012-2016, approvato dal CdA dell’Università Cattolica lo scorso luglio e in fase di attuazione, che porterà entro il 2014 alla riduzione dei costi globali di oltre 70 milioni di euro realizzata in particolare attraverso interventi di efficientamento, di riduzione dei costi di beni e servizi e del costo del lavoro, senza diminuire il numero delle prestazioni erogate e prevedendo un aumento della complessità della casistica trattata. Per il Gemelli, spiegano i responsabili del Policlinico, “essere dentro l’imprescindibile percorso di risanamento significa l’attuazione di provvedimenti, in corso di realizzazione, quali la riduzione – decisa autonomamente – di oltre 200 posti letto”.

Il Piano prevede, inoltre, un miglioramento delle performances e dell’efficienza ottenute grazie a una riorganizzazione complessiva dell’offerta assistenziale per Poli (Emergenza, Oncologia, Donna, Cuore, Neurologia), percorsi di cura centrati sul paziente e per reparti a diversa intensità assistenziale. Alla luce di questo impegno per il risanamento e per il riequilibrio economico finanziario, su cui pesano i crediti di oltre 800 milioni di euro vantati verso la Regione Lazio, “qualsiasi nuovo intervento legislativo che taglia in modo lineare le risorse a disposizione per l’erogazione dell’offerta assistenziale per i cittadini di Roma, del Lazio e d’Italia, rischia di vanificare gli sforzi a oggi sostenuti e la stessa attuazione del Piano strategico, le cui linee di azione erano state concordate con la Regione Lazio”.

“Siamo amareggiati soprattutto perché avevamo intrapreso autonomamente un percorso di razionalizzazione in collaborazione con la regione con cui avevamo stipulato un accordo di reciproco impegno. Noi lo stavamo mantenendo, ma con questa nuova ondata di tagli, siamo sull’orlo del precipizio”. E’ l’allarme lanciato da Guizzardi, direttore del Policlinico Gemelli di Roma. “Stiamo accumulando debiti da fornitori e banche – ha aggiunto Guizzardi – che ad un certo punto non riusciremo più a sopportare e questo punto si sta avvicinando. Noi continueremo finché potremo, perché questo e’ lo spirito e la mission del Policlinico ma le istituzioni devono rendersi conto che se chiudiamo sarà un disastro”.

“Il Gemelli esiste per le istituzioni quando vengono richieste determinate prestazioni, che evidentemente vengono richieste perché è una struttura simbolo insostituibile per la Regione Lazio. Poi però quando si tratta di sostenerlo a livello economico, l’ospedale non viene considerato”, ha denunciato Rocco Bellantone, preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Cattolica.

“La nostra intenzione – rincara la dose il direttore Guizzardi – era quella di intraprendere un percorso di eccellenza. Migliorare alcuni reparti con meno risorse. Ora dovremo probabilmente lasciare inutilizzato parzialmente o del tutto il bellissimo reparto neonatale, costruito per i neonati immaturi, che è costato 5 milioni di euro. Stesso destino per un progetto che coinvolgeva i malati di Sla. Non ci sono i soldi per pagare il personale che già sta lavorando di gran lunga oltre le ore del contratto di lavoro”.

“Questa mattina – ha concluso il direttore amministrativo Elefanti – ho esaminato i documenti e abbiamo deciso di fare ricorso contro i decreti del commissario Bondi, a causa dei quali ci impossibilitano ad andare avanti rispettando tutti i malati che si fidano della nostra struttura”.

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