Il Superenelotto compie 15 anni

superenalottoDa gioco a fenomeno di costume. 15 anni in cui sono stati raccolti 34,6 miliardi di euro, oltre 17 miliardi all’Erario

 

ROMA – Il Superenalotto festeggia 15 anni. Il gioco che ha cambiato il modo di sognare degli italiani, con un salto dal vecchio ’13’ del Totocalcio al ‘6’, mandando progressivamente in soffitta le vecchie lotterie ha visto la luce il 3 dicembre 1997 e, fino ad oggi ha raccolto 34,6 miliardi di euro, mettendo in palio jackpot record, come il “6” da 177,7 milioni centrato il 30 ottobre 2010, il più alto premio nella storia dei giochi in Italia.

Prima di allora, racconta Agipronews, in altre tre occasioni la sestina aveva superato i 100 milioni di euro: a Bagnone (147,8 milioni il 22 agosto 2009), a Pistoia e Parma (139 milioni il 9 febbraio 2010) e a Catania (100,7 milioni il 23 ottobre 2008). In tre lustri l’Erario ha incassato 17,1 miliardi. In dieci occasioni le entrate per lo Stato hanno superato il miliardo, con la punta più alta nel 2009: 1,65 miliardi.

Quindici anni di storia e costume italiano, viaggiando tra fortuna, abilità, scaramanzie, riti collettivi, il tutto racchiuso in un piccolo pezzo di carta e qualche segno tracciato a penna. Una storia fatta di sogni, ma anche di profondi cambiamenti culturali e sociali.

Era il 1997 e il mondo dei giochi in Italia era appena agli albori, con pochi grandi totem: il Totocalcio catalizzava l’attenzione degli sportivi, la Lotteria Italia quella di intere famiglie, almeno fino a quando la ‘sestina’ non ha fatto irruzione sulla scena.
Un gioco semplicissimo: sei numeri da pronosticare più il ‘jolly’ e poi campo libero alle estrazioni più ricche di tutti i tempi, con risultati che in poche settimane hanno raggiunto livelli mai immaginati prima e che hanno fatto del Superenalotto il sogno per eccellenza. Basta pensare al primo ‘6’ della storia: era il gennaio del 1998, un mese e mezzo dopo il debutto, e furono vinti 11,8 miliardi di lire. Un’enormità se confrontata al record del Totocalcio (5,5 miliardi) e al primo premio standard della Lotteria (5 miliardi, poi inevitabilmente aumentati dall’anno successivo).

Con il tempo la fama e la ricchezza del Superenalotto hanno messo profonde radici, fino a diventare un tormentone a tutti gli effetti, anche fuori dall’Italia. Eclatanti i casi del 2009 e 2010, in concomitanza con i jackpot più alti della storia (147,8 e 177,7 milioni di euro): in Germania decine di turisti organizzavano il viaggio in Italia solo per giocare la schedina e, addirittura, giornali storici come la ‘Bild’ distribuivano schedine per tentare la fortuna, mentre dalla Slovenia e dalla Francia venivano prese d’assalto le ricevitorie di frontiera.

Nei titoli di apertura dei maggiori tg nazionali il Superenalotto è stata una costante degli ultimi anni, così come le file fuori dai tabaccai e le discussioni sui ‘sistemi’ elaborati insieme ad amici, familiari o colleghi. Una dimensione fortemente collettiva e ‘social’, sicuramente la caratteristica che più lega il Superenalotto ai suoi antenati. Intorno poi è arrivato tanto altro, dalle scommesse alle slot al poker, ma finora nessun altro gioco è riuscito a materializzare allo stesso modo sogni e speranze di chi cerca il colpo della vita.

Oltre tre miliardi e trecento milioni di euro. E’ quanto ha incassato il SuperEnalotto nel 2009, primato che pone questo anno al primo posto tra i più ricchi nella storia del concorso di Sisal. Superato il precedente record che apparteneva al 1999, quando gli incassi sfiorarono i 3,2 miliardi. Nell’anno in corso la raccolta potrebbe attestarsi – complice l’assenza di jackpot particolarmente elevati – a 1,6 miliardi. Attualmente il “6” vale oltre 26 milioni.

Sono Campania e Lazio le regioni che nella storia del SuperEnalotto sono state maggiormente premiate dai “6”, uniche ad essere andate in doppia cifra, rispettivamente con 17 e 16 vincite di prima categoria (pari al 33% del totale). In terza posizione Puglia ed Emilia Romagna, con nove premi, seguita da Toscana (8), Lombardia e Piemonte (7). In 15 anni la vincita di prima categoria non ha invece mai premiato Liguria, Molise, Valle d’Aosta e Trentino Alto Adige.

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