Lazio al top per turismo, Roma è regina

Colosseo_sliderNel 2011 quasi 11 milioni di arrivi ed oltre 30 di presenze producendo il 4,9% Pil Lazio. A Roma il 90% delle visite

 

ROMA – Il Lazio è la regione italiana che presenta la più alta quota di turisti stranieri e occupa il quarto posto nella classifica nazionale dei flussi turistici, dietro a Veneto, Lombardia e Toscana. Nel 2011 nel Lazio si sono registrati quasi 11milioni di arrivi
turistici e oltre 30milioni di presenze. Questi dati fanno sì che il turismo produca nel Lazio il 4,9% del Pil.

Questo secondo quanto emerge dall’analisi di Studi e ricerche per il Mezzogiorno, centro studi collegato al gruppo Intesa Sanpaolo, “Il ruolo del turismo nello sviluppo economico regionale”, presentata oggi nell’ambito del convegno “Turismo per caso?”, promosso ed organizzato dal Gruppo giovani dell’Ance Lazio.

Mentre il Lazio è in cima alla classifica italiana per visitatori stranieri, la corona di ‘regina dei viaggi’ va a Roma che concentra il 90% delle visite di tutta la regione. Secondo la ricerca, il peso della Provincia di Roma è rilevante con percentuali che sfiorano il 90%, grazie alle sue attrazioni culturali e religiose ma anche grazie al primo porto crocieristico italiano, Civitavecchia, e di due aeroporti Fiumicino e Ciampino, che movimentano complessivamente oltre 40milioni di passeggeri l’anno. Stando alle cifre presentate, nel 2011 si sono registrati nel Lazio 10.845.956 arrivi turistici e 32.297.537 giorni di presenza sul territorio, che rappresenta il 10,4% degli arrivi e l’8,3% delle presenze nel mercato nazionale e il 39,7% degli arrivi e 34,7% delle presenze del mercato dell’Italia centrale. Gli arrivi e le presenze dei turisti stranieri rappresentano nel Lazio rispettivamente il 66,2% e il 68,3% del totale. Nello specifico, si tratta per lo più di visite di carattere culturale, come testimonia la quota degli arrivi nei siti di maggior interesse storico, che si e’ attestata nel 2011 a 8.465.759 pari all’82,3% del totale. Una cifra, secondo Ance Lazio, che non e’ stata sfiorata da nessun’altra regione.

Boom dell’affitto, aumentano i B&B e gli agriturismi nel Lazio. Tra il 2003 e il 2011, nel territorio laziale, i posti letto sono cresciuti mediamente del 2,5%, contro una media dell’1,8% nel Centro Italia. L’aumento è da attribuire soprattutto alle strutture complementari (3,6% annuo), anche se l’offerta alberghiera (+1,7%) ha un peso preponderante.

Entrando nel dettaglio, nel Lazio su 298.400 posti letto presenti, pari al 6,3% dell’offerta nazionale, il 54% si riferisce alle strutture alberghiere e il 46% a quelle complementari. In particolare, tra le formule ricettive complementari, a crescere di più sono stati gli alloggi in affitto (+33,9% annuo, contro una media nazionale dell’1,3%). Stando all’indagine, rilevante e’ stato anche l’incremento dei bed&breakfast (+14,6%, contro la media nazionale del 43,1%) e degli agriturismi (+12,5% in linea con il 12,7% del resto d’Italia). Nelle strutture alberghiere invece, l’aumento annuo dei posti letto negli alberghi si e’ fermato all’1,7 in linea con il dato nazionale (1,8%), per l’impulso dato da Roma (+2,1%). Nel Lazio, inoltre, si registra nelle strutture alberghiere una percentuale di sistemazioni a 3,4 e 5 stelle maggiore rispetto al dato nazionale: 83% contro 78%.

Gli aeroporti di Fiumicino e Ciampino, come detto, formano la piu’ grande area aeroportuale d’Italia con oltre 40milioni di passeggeri in transito l’anno. Il Leonardo da Vinci il primo scalo italiano in termini di passeggeri transitanti, con 37.406.099 presenze nel 2011, oltre un quarto dei passeggeri movimentati in tutto il Paese, di cui il 34,6% su rotte nazionali e il 65,4% su rotte internazionali. Roma Ciampino, secondo la ricerca, è invece il decimo aeroporto nazionale per passeggeri transitanti, 4.776.919 nel 2011 corrispondenti al 3,2% del totale, di cui il 20,6% su rotte nazionali e il 79,4% su rotte internazionali.

Negli ultimi 10 anni il traffico passeggeri è aumentato in modo costante a Fiumicino, mentre e’ in ripresa dopo una flessione durata 3anni (2008-2011) quello di Ciampino, cresciuto grazie agli accordi con i vettori low cost che rappresentano il 99,1% delle compagnie presenti (sono il 17,5% a Fiumicino).

Per quanto riguarda il sistema portuale del Lazio, questo poggia su tre porti: Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta. Civitavecchia e’ il principale gate strategico per l’accesso alle più importanti zone turistiche italiane ed alle grandi rotte crocieristiche mediterranee. Gli approdi delle navi da crociera, stando all’indagine, sono passati da 793 del 2009 a 1002 del 2011. Infine la rete stradale del Lazio è la seconda per numero di veicoli e di autovetture circolanti, dopo la Lombardia. Più dei 2/3 delle autovetture e dei veicoli ricadono nella città di Roma che presenta indici ben al di sopra della media regionale, di macroarea e nazionale.

Pianificazione unitaria, coinvolgimento di tutti gli attori presenti nel comparto, uso dei fondi europei ne sono gli elementi principali. Sono queste alcune delle proposte avanzate dal Gruppo Giovani dell’Ance Lazio, per rilanciare l’economia regionale, puntando su turismo ed infrastrutture.

“E’ innanzitutto fondamentale – ha detto il presidente del gruppo giovani Ance, Lorenzo Sette – che la nuova giunta svolga un ruolo di pianificazione e di orientamento, perseguendo obiettivi di sviluppo nell’interesse collettivo. Si dovrà perseguire l’obiettivo di correggere gli squilibri territoriali esistenti, inserendo le scelte riguardanti gli Enti locali minori all’interno di un disegno unitario che risponda ai bisogni reali della collettività. Inoltre si dovrà pensare alla creazione di un’unica cabina di regia per le politiche di sviluppo e promozione turistica della nostra regione, mettendo in chiaro che non può esserci sviluppo turistico senza sviluppo infrastrutturale. A questa – ha spiegato ancora Sette – potrebbe affiancarsi una task force dedicata all’uso dei fondi europei”.

Tra gli ospiti, il presidente di Ance Lazio Stefano Petrucci, secondo cui “il turismo è uno dei pochi settori in crescita nel nostro paese nonostante la crisi. Le potenzialità della regione Lazio sono tante ed il fatto di non sfruttarle a pieno è una colpa. Serve un’attenzione particolare anche al tema delle infrastrutture, perché sono quelle che mancano e che invece possono consentire al territorio di raggiungere livelli di crescita importanti”.

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