Per un nuovo Rinascimento

carandini_andreaDalla prolusione agli Stati Generali della Cultura. Coniugare tutela e valorizzazione del nostro patrimonio artistico

di Andrea Carandini

 Tutelare il nostro patrimonio storico e artistico significa curarlo e i fondi per la tutela attribuiti al ministero erano 180,5 milioni di euro nel 2011, 132 nel 2012 e saranno 90,5 nel 2013 e nel 2014.

I fondi si sono dimezzati in tre anni e caleranno di altri 10 milioni nel 2015. In media circa 5 milioni a ciascuna Regione a statuto ordinario per biblioteche, archivi, siti archeologici, gallerie, monumenti e paesaggio.

 

Eppure per mantenere il patrimonio servirebbe un ministero più forte e per esso una porzione del Pil pari ad almeno alla media europea. Siamo invece allo 0,22%.

Il ministero perde  32 soprintendenti e dirigenti di seconda fascia, 6 direttori generali e regionali e 1800 altre unità, nonostante il rapporto tra dirigenti e non dirigenti sia di 1 a 109, proporzione più che doppia rispetto a quella auspicata dal governo, che è di 1 a 40. Anche il nuovo Consiglio Superiore è stato amputato per cui pare illegittimo, mancandogli i presidenti dei comitati tecnico-scientifici, cioè i cervelli del ministero che sono stati soppressi per risparmiare 10 mila euro di missioni. I beni in rovina non strillano, non votano. In futuro però molto si lamenteranno gli italiani……

Dobbiamo dunque combinare patrimonio umanistico, musica, spettacolo e produzioni culturali in una straordinaria mediazione tra presente e passato, in vista del futuro. La nostra forza è nella tradizione e nell’innovazione. Potremmo varare un secondo Rinascimento. Ma nessuno fino ad ora lo ha voluto e neppure lo ha fatto intravedere.

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