Altolà di Alemanno al ritorno di Berlusconi

Alemanno_Berlusconi_sliderIl sindaco dopo le primarie del centrosinistra: “Dobbiamo farle anche noi, sono uno strumento eccezionale”

 

 

ROMA – In molti speravano che il fine settimana avrebbe fatto chiarezza nel centrodestra, sciogliendo almeno parte dei nodi che ne paralizzano ogni movimento. Invece non è successo nulla. La sibilla Berlusconi, circondato dalle sue amazzoni, dopo l’incontro di Arcore con il segretario del partito, non ha sciolto nessuno degli enigmi. Il povero Alfano resiste aggrappato alle sue primarie con una rinnovata dignità, gli ex An un giorno minacciano la scissione e il giorno dopo tornano ad invocare l’unità del partito.

Ci ha pensato Alemanno ad uscire allo scoperto e a misurarsi con un certo coraggio sui temi di fondo della contingenza politica nazionale, a cominciare naturalmente dalla spada di damocle del ritorno in campo di Berlusconi. “Non penso che sia riproponibile la candidatura dell’ex premier. Sarebbe un atto irrazionale, tutto il percorso che abbiamo fatto da un anno e mezzo a questa parte indica la necessità di un ricambio generazionale, di una nuova formula per tutto il centrodestra”.

“Non propongo strade antiberlusconiane – ha detto Alemanno – ma strade che vadano oltre questa situazione, che d’altronde lo stesso Berlusconi a suo tempo ha indicato. Lui ha designato Alfano alla segreteria del partito, ha dato l’indicazione delle primarie: deve essere coerente con se stesso. Sono berlusconiano nella versione di sei mesi fa”.

Per il sindaco di Roma tornare ad essere competitivi comporta necessariamente risposte politiche diverse e personale politico di livello adeguato. Le primarie, sotto questo punto di vista, sono uno strumento estremamente utile e una forte spinta alla partecipazione. Il centrodestra non può farne a meno. “Io sono invidioso delle loro elezioni primarie, anche se a vincere ieri è stata la vecchia sinistra, quella della foto di Vasto e dell’alleanza con Vendola. Ma resta il fatto che grazie a questa prova Bersani oggi si può presentare come elemento quasi nuovo, nonostante la sua lunghissima storia”.

Allora – gli è stato chiesto – anche il centro destra farà le primarie e, se sì, quando? Il 16 dicembre è domani, quindi non si farebbe più in tempo. Meglio pensare a gennaio, “sperando che il governo nel frattempo abbia fatto chiarezza per la data delle elezioni perché ancora oggi navighiamo al buio, mentre c’è bisogno di certezze”.

Occorre quindi, secondo il sindaco, convocare al più presto l’ufficio di presidenza del partito e fissare una data certa delle primarie, per riprendere un percorso interrotto. “Qualsiasi altra ipotesi rischia di essere devastante per il nostro schieramento”.

Questo comporta necessariamente una fine anticipata della legislatura? Non necessariamente. Il centrodestra si augura di non dover arrivare a staccare la spina al governo Monti, a condizione, però, che dia risposte concrete ai problemi del Paese. “Penso – ha concluso il sindaco – che tutto il popolo di centrodestra sia stanco di aspettare, i rinvii continui sono difficili da digerire e stanno creando un problema nelle nostre file”.

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