Chi sabota il secondo polo turistico di Roma?

Waterfront_Ostia_sliderIl senatore Cutrufo non manca occasione per rilevare le inadempienze del ministro Gnudi e della Regione Lazio

 

ROMA – Lo chiamano la “vestale” del turismo romano. Non si tratta né del delegato del Sindaco, Antonio Gazzellone, né dell’assessore regionale Zappalà, che pure ne avrebbero titolo, bensì del senatore Mauro Cutrufo, ex assessore del turismo a sua volta nella prima fase dell’amministrazione Alemanno.

“Inventore” del secondo polo turistico della Capitale, non manca occasione per sollecitare nuove iniziative e adempimenti amministrativi per ridare smalto ad un settore che, pur disponendo di uno straordinario patrimonio, stenta a reggere il passo con altre mete turistiche internazionali molto meno prestigiose di Roma.

Bersaglio preferito di Cutrufo è il ministro degli Affari regionali e del turismo, Pietro Gnudi, che bisogna riconoscerlo non brilla certo per dinamismo e intraprendenza. L’ultima “bordata” il senatore Pdl  l’ha sparata qualche giorno fa con due interrogazioni datate nello stesso giorno che richiamano il ministro all’osservanza dei suoi doveri di controllo e di indirizzo sul sistema turistico.

Con la prima, ricorda che Roma Capitale ha già provveduto ad approvare fin dal settembre 2010 la realizzazione di un secondo polo turistico della capitale. Nella delibera veniva individuato e definito, secondo quanto prescritto dalla legge del 2011 che istituiva i “distretti turistici”, l’ambito territoriale del secondo polo con un’estensione di circa 27.000 ettari, collocato in un quadrante compreso tra i municipi XII, XIII, XVI e parte del XV. Non solo, ma con una successiva delibera di quest’anno è stata approvata la delimitazione geografica del secondo polo turistico della Capitale, trasmessa a giugno alla Regione Lazio per gli ultimi adempimenti di rito.

Da allora però sono passati cinque mesi e la Regione non ha dato alcun segno di vita. Cutrufo quindi vuole sapere dal ministro quali siano “i motivi ostativi che trattengono la Regione Lazio dall’indire la Conferenza dei servizi prevista dalla legge”.

Ma a mettere i bastoni fra le ruote del secondo polo turistico romano non è solo la Regione, ma anche il ministro stesso ci mette del suo. Infatti il decreto legislativo per Roma Capitale – ricorda sempre Cutrufo – prevede la partecipazione del Sindaco di Roma alla Conferenza nazionale del turismo e la riserva di un’apposita sezione nel piano strategico nazionale per la valorizzazione e lo sviluppo del sistema turistico della città.

“Ciò nonostante, il 19 settembre 2012 il Ministro ha incontrato le Regioni per la definizione del piano strategico nazionale per il turismo e Roma Capitale non è stata né invitata né consultata”. Il richiamo a Gnudi perché rispetti il dispositivo della legge è la ovvia conclusione del senatore Cutrufo.

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