Le disinvolte esternazioni dei ministri tecnici

Patroni-Griffi-sliderPer Patroni Griffi no a stabilizzazione di massa per 260mila precari. Per Grilli no a manovre per lo sviluppo

 

ROMA – Li si potrebbe definire “dilettanti allo sbaraglio” e sorridere delle loro gaffes se non avessero grandi responsabilità nella conduzione della cosa pubblica e, in ultima istanza, da loro non dipendessero in una certa misura le sorti del nostro Paese.

Ogni giorno in effetti i ministri del governo Monti ci riservano memorabili sorprese. Oggi, fra gli altri, si distinguono Patroni Griffi, responsabile della Funzione Pubblica, e il potente ministro dell’Economia, Vittorio Grilli. Il primo, di fronte al dato drammatico di 260.00 lavoratori precari nella Pubblica Amministrazione, di cui 130.000 nella scuola, 115.000 nella sanità e enti locali e 15.000 nelle amministrazioni centrali, non trova di meglio da dire che “non si può pensare a una stabilizzazione di massa. Sarebbe contro il dettato costituzionale e annullerebbe per i giovani ogni possibilità di entrata nel settore pubblico. Ogni soluzione – conclude salomonicamente il ministro – deve essere graduale”.

Quale possa essere sul piano soggettivo la gradualità del mancato rinnovo dei contratti per gente che da anni lavora nella Pa e a 40/45 anni si trova in mezzo a una strada è un elemento trascurabile secondo il ministro. Tutt’al più ammette che “in prospettiva dovremo pensare a una migliore allocazione del personale e a migliore produttività dell’amministrazione pubblica”. Il Governo al massimo potrebbe ipotizzare un accordo quadro per definire settori e tipologie dove sia possibile derogare al limite massimo dei 36 mesi per i contratti a termine nella pubblica amministrazione.

E poi, che ne facciamo dei precari in esubero? Patroni Griffi ha una ricetta semplice semplice: “Il personale che risulterà in eccedenza nella pubblica amministrazione sulla base della spending review, in possesso entro il 2014 dei requisiti per il pensionamento precedenti la riforma Fornero, potrà andare in pensione con le vecchie regole. D’altronde che lo Stato per riorganizzare se stesso possa procedere alla gestione delle eccedenze anche mandando in pensione persone con requisiti diversi (rispetto al privato, ndr) non lo trovo scandaloso”. E se lo dice lui!

C’è poi qualcuno nello stesso governo che sommessamente vorrebbe interdire a Vittorio Grilli l’accesso ai giornali e alle telecamere. Ogni volta infatti che esterna sono guai per l’esecutivo. Mentre il Presidente del Consiglio, che pure non “buca il video”, si sforza di intravedere la fine del tunnel della crisi (che nessun altro vede), il ministro dell’Economia se n’esce candidamente affermando che, nonostante i dati negativi sulla crescita, l’occupazione e i consumi (ha dimenticato la pressione fiscale, i precari, lo sfascio della sanità, ecc.), “l’Italia non ha spazio nel bilancio per fare manovre anticicliche orientate allo sviluppo”. L’unica speranza è che altri paesi più ricchi di noi ci tolgano le castagne dal fuoco sviluppandosi e aumentando l’importazione di prodotti italiani. Potrò sembrare incredibile, ma Grilli l’ho detto veramente ieri all’Ecofin!

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