Berlusconi rovescia il tavolo e apre la crisi

Berlusca_sliderAlfano al Quirinale. Pdl in trincea non vota fiducia al governo. Lo spread vola oltre 320 punti e Piazza Affari peggiora

 

 

ROMA – Come ormai era nell’aria, Berlusconi torna in campo e riveste i panni (per la verità un po’ lisi) di salvatore della patria. “La situazione oggi – dice – è ben più grave di un anno fa quando lasciai il governo per senso di responsabilità e per amore del mio Paese. Oggi l’Italia è sull’orlo del baratro. L’economia – spiega il leader Pdl – è allo stremo: un milione di disoccupati in più, il debito che aumenta, il potere d’acquisto che crolla, la pressione fiscale a livelli insopportabili”.

E punta anche il dito anche sull’Imu che vede “le famiglie italiane angosciate perché non riescono a pagarlo”. Mentre “le imprese chiudono, l’edilizia crolla e il mercato dell’auto è distrutto”.in queste condizioni, aggiunge l’ex premier, “non posso consentire che il mio Paese precipiti in una spirale recessiva senza fine. Non è più possibile andare avanti così”. Ed è per queste fosche previsioni, quasi da profezia Maya, che Berlusconi si vede costretto ad una scelta che verrà presa, “tutti insieme, nei prossimi giorni”.

E il ritorno in scena coincide con il proposito di togliere la fiducia al governo tecnico, a prescindere dall’election day che finora era stato agitato come principale motivo di crisi. “Il Pdl non parteciperà al voto pur garantendo il numero legale”, annuncia il capogruppo al Senato Maurizio Gasparri intervenendo in Aula in vista del voto di fiducia sul decreto legge sviluppo. La scelta da parte del Pdl di non partecipare al voto sulla fiducia al decreto legge vuol esprimere, spiega Gasparri, il “passaggio a una posizione di astensione del nostro gruppo nei confronti del governo”.

L’annuncio-bomba rovescia completamente lo scenario politico. La prima a intervenire a caldo è la presidente dei senatori Pd, Anna Finocchiaro, la quale sottolinea che “se il partito che da un punto di vista parlamentare ha ancora la maggiore consistenza passa all’astensione vuol dire che questo governo non ha più la fiducia delle aule parlamentari”. Di conseguenza “se un governo non ha più la maggioranza a causa della scelta del Pdl di passare all’astensione, credo che Monti dovrebbe recarsi al Quirinale”.

E’ il preannuncio della crisi di governo. La Borsa di Milano che, come gli altri mercato europei viaggiava col segno positivo, cambia bruscamente rotta fiutando il rischio di una crisi di governo. Anche lo spread tra i nostri Btp e i bund tedeschi riprende improvvisamente a salire e in questo momento è a 317 punti base dai 300 di ieri, col tasso sul decennale al 4,5%.

Intanto al Quirinale, per non farsi trovare impreparati, hanno riaperto il salone dei ricevimenti.

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