Saipem, presunte tangenti in Algeria, vertice decapitato

Saipem-sliderSi dimette l’a.d. Pietro Franco Tali al suo posto Umberto Vergine. Salta anche il Cfo di Eni: arriva Massimo Mondazzi

 

ROMA – Lo scandalo sulle presunti tangenti Sonatrach investe i vertici di Saipem: dimissioni del vicepresidente e a.d. Pietro Franco Tali, e sospensione cautelare del chief operating officer dell’area Engineering&Construction, Pietro Varone.

La vicenda però ha determinato anche un avvicendamento all’interno di Eni: si è dimesso infatti il Cfo del Cane a sei zampe, Alessandro Bernini, con un passato alla Saipem, sostituito da Massimo Mondazzi. già direttore Pianificazione e Controllo di Eni, e attualmente Executive Vice President area Asia Centrale, Far East e Pacifico della divisione E&P.

Al posto di Tali, il Cda di Saipem ha nominato Umberto Vergine, attuale direttore generale della divisione G&P in Eni e già membro non esecutivo del Cda di Saipem dall’ottobre 2010, che assume anche la responsabilità della Business Unit Engineering and Construction. Vergine lascia quindi l’incarico in Eni e il Cda, convocato in via straordinaria dal presidente Giuseppe Recchi, dopo un esame dell’informativa sull’inchiesta giudiziaria della Procura della Repubblica di Milano che coinvolge Saipem per i contratti acquisiti in Algeria da Sonatrach per la costruzione del gasdotto Gk3, ha nominato direttore generale G&P ad interim l’a.d. Paolo Scaroni.

Nei giorni scorsi Eni, in qualità di principale azionista, ha trasmesso al presidente di Saipem, informa una nota stampa, alcuni suggerimenti riguardanti l’inchiesta nonché la necessità che il Cda di Saipem prendesse velocemente iniziative per la gestione della vicenda.

Da parte sua il Cda di Saipem si è riunito nella giornata di mercoledì per assumere provvedimenti organizzativi a seguito della notifica di un’informazione di garanzia a Saipem, nell’ambito di un’indagine avviata dalla Procura della Repubblica di Milano in relazione a presunti reati di corruzione commessi secondo gli inquirenti entro il 2009 e relativi ad alcuni contratti stipulati in Algeria.

Al riguardo, recita l’informazione ai mercati, Saipem ritiene che la propria attività sia stata svolta nel rispetto delle leggi applicabili, delle procedure interne, del codice etico e del modello 231 e offre massima collaborazione alla Procura di Milano. Il Cda ha inoltre disposto attività di indagine interna da svolgersi con il coinvolgimento di consulenti esterni, volte alla verifica della corretta applicazione delle procedure in tema di anticorruzione e prevenzione di attività illecite adottate dalla società. Allo stato “il Cda non possiede elementi tali da poter ritenere che l’indagine possa avere conseguenze significative negative sui risultati economici della società”.

Il dimissionario Pietro Franco Tali ha dichiarato di essere convinto che l’attività della società si sia sempre svolta nel rispetto delle leggi applicabili, delle procedure interne, del codice etico e del modello 231 e che la società si difenderà con successo nelle sedi opportune. Tuttavia, “pur non essendo in alcun modo coinvolto nelle vicende oggetto di indagine, ritiene che le proprie dimissioni possano consentire la migliore difesa della società nel contesto delle indagini avviate dalla Procura della Repubblica di Milano”.

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