I decreti di Bondi sulla macelleria sanitaria

Ospedale_sliderScattano i tagli di Bondi. Cancellazione di ospedali e ridimensionamento dei posti letto. Precari in scadenza

 

 

ROMA – Oggi Bondi firma i decreti sui tagli alla sanità del Lazio. Stasera probabilmente riceverà a Palazzo Chigi l’encomio solenne del presidente del Consiglio per aver ridotto il deficit di 780 milioni previsto per quest’anno. Tanto nessuno gli chiederà quali saranno le conseguenze della chiusura del Forlanini, dell’Oftalmico, del Cto, dell’Eastman, o il drastico ridimensionamento del San Filippo Neri, del Pertini, dello Spallanzani o del Santo Spirito, o ancora la cancellazione delle 25 cliniche, religiose e non, convenzionate con la Regione. L’unica cosa importante per il governo “dei ragionieri” è aver riportato il quoziente di posti letto nella Regione al livello stabilito dal ministro Balduzzi (3,7 ogni mille abitanti).

Tutto il resto – la rivolta dei medici e degli infermieri, le migliaia di precari in mezzo a una strada, le prestazioni cliniche ridimensionate, le liste di attesa prolungate all’infinito – si sa, a Bondi non interessa niente. Il suo compito è fatto e poi succeda quel che succeda (magari qualcuno dovrebbe ricordargli che la firma sotto quei decreti è la sua e di conseguenza quando un bambino di Rieti o di Fondi morirà per non essere stato trasportato all’unità di terapia intensiva neonatale di Roma perché il servizio di trasporto regionale è stato abolito, o quando un uomo colpito da infarto non ce la farà a sopravvivere ai  50/60 minuti necessari a raggiungere il pronto soccorso dell’ospedale più vicino, a qualcuno forse potrebbe venire in mente di denunciarlo per omicidio colposo).

Ma il deficit e gli sperperi della sanità laziale andavano affrontati una volta per tutte e l’accetta era l’unico strumento possibile. Certo, nessuno lo mette in dubbio, ma “la soluzione – come sostiene Ignazio Marino, presidente della Commissione d’inchiesta sulla Sanità del Senato – non può essere quella dei tagli selvaggi che ricadono sulla pelle dei cittadini, dopo che per decenni in questa regione si sono moltiplicate cattedre, posti, reparti. Nel Lazio ci sono 1600 Unità Operative, a capo di ognuna della quali c’è un primario. Quante di queste sono davvero necessarie?. E quante create per offrire un posto di prestigio a qualcuno?”. Sulla stessa lunghezza d’onda è Joaquin Navarro-Vals, medico e presidente del Comitato scientifico del Campus Biomedico di Roma, secondo cui “la crisi della sanità italiana non può essere affrontata solamente dal punto di vista economico. Ristrutturare implica lo sforzo di individuare gli sprechi, eliminare le inefficienze e liberare risorse a favore delle strutture virtuose. Non può pagare sempre e solo il malato”.

Qualcuno pensa forse che Enrico Bondi abbia fatto (o sia capace di fare) una ricognizione di questo tipo, riprogettando poi sulla base di quei risultati una diverso sistema sanitario regionale? Non lo ha mai fatto quando si trattava di aziende industriali, disintegrate dopo il suo passaggio risanatore, figurarsi se avrebbe potuto farlo in un settore di cui non conosce assolutamente nulla.

D’altronde, visto il metodo e la fretta con cui il commissario straordinario ha lavorato, è molto probabile che il suo intervento alla fine risulti non solo sbagliato, ma inutile. E’ di pochi giorni fa infatti una pronuncia del Tar Lazio che ha bloccato i prezzi di riferimento dei dispositivi medici (siringhe, protesi, apparecchiature, ecc.) elaborati secondo i dettati della spending review. I giudici amministrativi hanno motivato la sospensiva dato che “non risulta l’iter logico seguito per individuare lo specifico prezzo della categoria dei dispositivi medici, in relazione al contesto su base nazionale al fine della concreta incisione sulla spesa sanitaria nazionale”.

E se un giudice boccia la determinazione del prezzo di una siringa “perché non risulta l’iter logico seguito per individuarlo”, cosa succederà quando dovrà esaminare la valanga di ricorsi che sicuramente gli piomberanno sul tavolo contro un provvedimento di riordino generale di un sistema fondamentale per la vita dei cittadini assunto da una persona incompetente sulla base di criteri pressoché esclusivamente economici?

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