Benzinai, sciopero nazionale fino a venerdì

Benzina_pompa_sliderNiente di fatto nell’incontro al ministero dello Sviluppo Economico. Previsti forti disagi per i cittadini

ROMA – Niente di fatto al tavolo al ministero dello Sviluppo economico, benzinai da domani in sciopero. I gestori degli impianti di carburanti confermano l’agitazione che prenderà il via martedì alle 19 per concludersi venerdì alle 7. ”Non ci sono state risposte vere e concrete alle nostre richieste”, spiega il presidente di Figisc-Confcommercio, Luca Squeri, ricordando che i temi sul tavolo erano la politica di tassazione e il conseguente aumento degli oneri per i gestori; il mancato rinnovo degli accordi economici con le compagnie petrolifere e l’introduzione della moneta elettronica.

Dal dicastero di via Veneto, intanto, fanno sapere che sono stati fatti alcuni ”passi avanti” sulle tipologie contrattuali e sulle commissioni bancarie. Contemporaneamente, però, posizioni ”distanti” sulle condizioni economiche per l’esercizio degli impianti. Il ministero registra infatti ”passi avanti sulle modalità di definizione delle nuove tipologie contrattuali per il settore previste dal dl liberalizzazioni, nonché l’apertura di una fase di confronto per l’applicazione del decreto ministeriale, in corso di avanzata definizione, sulle commissioni bancarie”. Invece, conclude, ”restano distanti le posizioni dei sindacati dei gestori e quelle delle compagnie petrolifere per quanto riguarda le condizioni economiche d’esercizio degli impianti”.

Dall’Unione petrolifera definiscono le “richieste delle associazioni dei gestori carburanti sono del tutto pretestuose e non corrispondenti alle reali condizioni di un mercato in forte contrazione”.

“Siamo fortemente delusi dalla mancata volontà di intervenire da parte del Governo che non è riuscito a scongiurare lo sciopero” accusano Federconsumatori e Adusbef che, aggiungono, è “una forma di protesta che sicuramente creerà forti disagi ai cittadini”. Per le associazioni dei consumatori, con questa protesta “non solo molti cittadini rischieranno di rimanere ‘a secco’, ma, come consueto, vi sarà la corsa al rialzo da parte di alcuni distributori scorretti, sempre pronti a far pagare a peso d’oro il poco carburante disponibile. Pur condividendo le rivendicazioni dei distributori, che invocano da anni una riorganizzazione dell’intero settore ed una modernizzazione della rete di distribuzione – aggiungono – siamo convinti che era doveroso evitare lo sciopero, a maggior ragione in un momento delicato come quello che le famiglie e l’intero Paese stanno attraversando”.

Il Codacons chiede alla Guardia di finanza ”di effettuare fin da domani mattina controlli ai distributori di carburanti per impedire che si speculi sullo sciopero, innalzando indebitamente i prezzi di benzina e gasolio per approfittare delle inevitabili code che si formeranno nel pomeriggio di domani. Sarebbe, infatti, intollerabile, oltre che illegale -sottolinea il Codacons-, se i benzinai dallo sciopero non solo non ci rimettessero nulla, come accade a qualunque altro lavoratore, ma addirittura ci guadagnassero rialzando artificiosamente i prezzi.

Rispetto al tavolo del ministero dello Sviluppo economico resta il rammarico della mancata convocazione di tutte le parti in causa per rivedere gli accordi già siglati e la norme, insoddisfacenti per tutti”. Il Codacons, conclude la nota, ”chiede ai cittadini di segnalare se sulla rete autostradale le stazioni non saranno aperte almeno ogni cento chilometri”.

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