Ingv e Istat in sciopero, protestano i precari

Ingv_sliderMancato rinnovo dei contratti del personale. Presidio al ministero della Funzione pubblica, sale sismiche attive

 

ROMA – Oltre il 50% di adesioni finora allo sciopero dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) per la sospensione della proroga del contratto per i precari dell’ente. Le cifre riguardano il personale che ha un contratto e non comprendono quindi assegnisti di ricerca e borsisti.

Molti i ricercatori scesi in sciopero accanto ai tecnici, organizzati in un presidio a Roma, davanti alla sede del ministero della Funzione Pubblica, in attesa di un imminente incontro con il dirigente dell’Ufficio relazioni sindacali della Funzione Pubblica, Eugenio Gallozzi, e con la dirigente dell’Ufficio del personale della Pubblica amministrazione, Maria Barilla’. Nell’assemblea organizzata giovedì scorso all’Ingv il personale aveva chiesto di partecipare all’incontro anche al presidente dell’ente, Stefano Gresta.

Nel frattempo le sale sismiche dell’Ingv stanno funzionando regolarmente. Il servizio è assicurato da turnisti ”esonerati dallo sciopero”, che al telefono leggono una nota nella quale dichiarano di prestare servizio in sala simica ”per garantire un servizio essenziale”, mentre è in corso uno sciopero.

“Questo è il primo sciopero – dichiarano in una nota congiunta Domenico Pantaleo, segretario generale della Flc Cgil e Alberto Civica, segretario generale Uil Rua – organizzato da quando l’Ente esiste, anno di fondazione 1999, ma a memoria di molti rappresenta uno dei pochissimi casi di sciopero di un ente solo.

“Tale difficile e sofferta decisione – continuano i due segretari – è stata presa in seguito all’immotivata sospensione, da parte del CdA e della direzione dell’Ente, dell’Accordo sottoscritto con le OO. SS. in data 18 luglio 2012. L’Accordo avrebbe consentito il rinnovo quadriennale dei contratti del personale a tempo determinato in scadenza al 31 dicembre 2012.

I precari, come ampiamente noto, sono inseriti stabilmente nelle principali e strategiche attività (Ricerca e Sorveglianza Sismica e Vulcanica) dell’Ente e svolgono da molti anni mansioni operative e istituzionali dell’Istituto. Il mancato rinnovo comporta un danno permanente ai colleghi titolari dei contratti a tempo determinato in termini di previdenza e retribuzione, oltre che un grave danno alle attività dell’Istituto, che si vedrà privato di circa 200 lavoratori per un periodo di tempo al momento non definibile, in quanto subordinato ad una nuova procedura di reclutamento da espletare tramite selezioni pubbliche nazionali”.

Protesta dei lavoratori precari anche all’Istat oggi in occasione del briefing con la stampa per la diffusione di alcuni dati statistici. Un gruppo di ricercatori ha espresso il proprio dissenso battendo con i pugni contro la porta della sala stampa, su cui hanno affisso dei volantini per denunciare la situazione in cui si trovano.

“Sono quasi 400 – spiega la Flc Cgil – i precari a tempo determinato, ricercatori e tecnici, inseriti in attività ordinarie che hanno superato un concorso pubblico e non hanno prospettive per il loro futuro: sono precari necessari per avviare il ‘censimento continuo’ che, sostituendo quello attuale a cadenza decennale, farà risparmiare allo Stato diversi milioni di euro”.

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