Banda della Magliana, confiscati beni per 26 milioni

GdfColpito l’immobiliarista Sbarra legato anche a Banda della Marranella, Cosa Nostra e Nuova famiglia

 

ROMA – La confisca per un valore di circa 26 milioni di euro, effettuata dai finanzieri del Comando Provinciale di Roma, ha colpito i beni degli eredi di Danilo Sbarra, imprenditore romano, già condannato per i reati di usura e riciclaggio.

Il provvedimento, delegato dalla Corte di Appello di Roma ed eseguito dalle Fiamme Gialle del Gico del Nucleo di Polizia Tributaria della Capitale, conclude un procedimento per l’applicazione di una misura di prevenzione patrimoniale nei confronti dell’immobiliarista, pluripregiudicato e deceduto nel 2006.

I finanzieri hanno sottoposto a confisca 47 unità immobiliari a Vieste (Foggia), 2 terreni a Sabaudia (Latina) e un terreno a Latina, 7 unità immobiliari a Sabaudia (Latina), 5 autovetture, quote societarie di 7 società operanti nel Lazio e conti correnti per un valore totale di stima pari a 26.118.725 euro.

La confisca arriva all’esito del lungo iter processuale, che ha visto l’intervento anche della Suprema Corte di Cassazione. Inserito da circa trent’anni in contesti criminali dediti soprattutto alla commissione di reati quali l’usura, la bancarotta fraudolenta ed il traffico internazionale di stupefacenti, secondo quanto emerso dalle indagini, l’ascesa economica dell’imprenditore e’ risultata legata al suo ruolo di riciclatore, non solo per conto di gruppi criminali nella Capitale, quali la Banda della Magliana e la Banda della Marranella, ma anche di esponenti di spicco di cosa nostra siciliana e della Nuova Famiglia di matrice camorrista.

I collaboratori di giustizia Pasquale Galasso e Maurizio Abbatino, fa sapere la guardia di finanza, hanno segnalato che Sbarra era persona molto vicina al Pippo Calò. Lo stesso Salvatore Contorno, figura di rilievo di cosa nostra e collaboratore di giustizia, aveva fatto riferimento agli interessi di Calò nell’impresa di Sbarra.

Il collaboratore Pasquale Galasso ha invece riferito dell’attività di riciclaggio svolta da Sbarra in favore di Antonio Malventi, figura apicale dell’associazione camorristica Nuova famiglia. Analogamente, un altro collaboratore ha riferito dei collegamenti con esponenti della Banda della Magliana che, attraverso l’immobiliarista, investivano i proventi del traffico di stupefacenti e dell’usura nel settore immobiliare.

Le indagini svolte dal Gico hanno ricostruito enormi flussi finanziari intercorsi, a fare data sin dall’anno 1996, tra Sbarra e Rolando Gaglieti, esponente di spicco della Banda della Marranella.

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