Troppa fretta nei giudizi sui mercati

Mercati_finanziari_aperturaDopo le dimissioni di Monti e la ri-discesa in campo di Berlusconi la Borsa è in rialzo e l’asta dei titoli di Stato è andata brillantemente

 

ROMA – E’ alquanto divertente rileggere i titoli dei giornali di mezza Europa di lunedì scorso, alla riapertura dei mercati finanziari. “Dopo le dimissioni di Monti, precipitano le borse e lo spread schizza all’in su”, “E’ bastato l’annuncio della candidatura di Berlusconi per capovolgere il trend del mercato”, “Ripiombati in piena era berlusconiana, l’Europa ci condanna”, e via titolando, non solo in italiano.

Noi, modesti commentatori che di mercati finanziari un po’ ce ne intendiamo, avevamo messo in guardia dai giudizi affrettati e dai grotteschi tentativi di strumentalizzazione dei mercati internazionali, condotti da improvvisati profeti che immaginano Wall Street e la City col fiato sospeso per sapere se il Berlusca si presenta o no.

Ancora lunedì scorso, di fronte alle grosse perdite della Borsa di Milano e al piccolo aumento dello spread ci chiedevamo: “Se ai poteri forti non gliene fregasse niente della provincia estrema dell’impero e il teatrino della politica italiana interessasse un numero sparuto di spettatori? Se i sussulti borsistici fossero dovuti prevalentemente a ricoperture tecniche di posizioni al rialzo?” Lo stesso Monti poco dopo, con tutto il risentimento per la sfiducia, si è premurato di non drammatizzare la situazione: “Mi auguro che le reazioni dei mercati siano contenute, non ho dubbi che dalle elezioni uscirà un governo che si muoverà in una prospettiva europea”.

E le cose finora sono andate proprio in questa direzione. Lo spread Btp-Bund stamattina è a un passo dai 330 punti base, con un tasso dei nostri titoli al 4,68%, in calo da 4,72% della chiusura di ieri. Piazza Affari ha rialzato parzialmente la testa e l’indice Mib in questo momento sale dello 0,26%, con le banche in surplace, la Fiat debole (-0,22%), su invece Impregilo (+1,97%) e Telecom (+1,21%), mentre Ti Media (+0,06%) aspetta la riunione del cda che potrebbe decidere la sostituzione di Stella.

Ma il vero dato importante di oggi è l’asta dei Bot a 12 mesi, appena conclusa. Il Tesoro ha collocato con successo tutti i 6,5 miliardi di euro offerti per il Bot, con un tasso in calo a 1,45%, minimo da marzo, da 1,76% di novembre. Inoltre gli investitori, nell’asta di oggi, hanno chiesto 12,6 miliardi di euro di titoli, quasi il doppio rispetto ai 6,5 miliardi offerti dal Tesoro. Il rapporto di copertura è salito a 1,94 da 1,76 del mese scorso.

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