Scagionati Scajola e Caltagirone per un capo d’accusa

Bellavista_Caltagirone_sliderCade l’accusa di associazione per delinquere. A metà gennaio il processo per truffa ai danni dello Stato

 

ROMA – La Procura della Repubblica di Imperia ne aveva già chiesto l’archiviazione. Così oggi il gip Massimiliano Botti ha archiviato l’accusa di associazione per delinquere per l’ex ministro Claudio Scajola, l’ad di Acqua Marcia Francesco Bellavista Caltagirone e gli altri imputati nell’inchiesta sul porto di Imperia.

Resta invece in piedi nei confronti di Caltagirone Bellavista (già a piede libero per decorrenza dei termini di carcerazione preventiva), l’ex direttore del Porto Imperia Spa Carlo Conti e altri otto imputati il secondo capo di imputazione, quello di truffa aggravata ai danni dello Stato. A giudizio della Procura infatti, i lavori per la costruzione del porto turistico sarebbero stati affidati alla società Acquamare, del gruppo Caltagirone, senza una regolare gara d’appalto. Secondo il pm la società fu «scelta secondo logiche di conoscenza anzichè nel rispetto delle procedure stabilite dalla legge, e proprio questi comportamenti hanno trasformato di fatto la principale opera pubblica della città di Imperia in una truffa di proporzioni gigantesche (si parla di 288 milioni di euro, ndr)”.

Acquamare ha sempre respinto la accuse, spiegando che si trattava di un’opera privata per la quale non sono mai stati investiti soldi pubblici. Il prossimo 16 gennaio a Torino riprende il processo per questo secondo filone d’inchiesta.

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