Bondi lascia la sanità e nessuno lo rimpiange

Bondi_Enrico_slider_bisIl super commissario alla sanità del Lazio costretto a lasciare. Gli subentra Filippo Palumbo

 

ROMA – Era stato il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, nei giorni scorsi, a sollevare il problema di un possibile conflitto d’interesse nel suo doppio ruolo. Di commissario per la spending review e di selezionatore per le liste centriste, su incarico di Monti. E così ieri Enrico Bondi, il super manager, ha rassegnato le dimissioni da tutti i suoi incarichi istituzionali, compreso quello di commissario per il disavanzo della Sanità nel Lazio.

Al suo posto, come Commissario straordinario per la razionalizzazione della spesa pubblica per l’acquisto di beni e servizi, è stato nominato Mario Canzio, Ragioniere generale dello Stato, mentre Filippo Palumbo, attuale capo dipartimento della programmazione e dell’ordinamento del Servizio sanitario nazionale presso il ministero della Salute, è il nuovo Commissario ad acta per l’attuazione del piano di rientro dai disavanzi nel settore sanitario della Regione Lazio.

Palumbo, proposto dal ministro dell’Economia e Finanze Vittorio Grilli, di concerto con il ministro della Salute Renato Balduzzi, rimarrà in carica fino all’insediamento del nuovo presidente della Regione Lazio.

Le due nomine sono state decise nel Consiglio dei ministri di ieri sera convocato in via straordinaria per ratificare le dimissioni di Bondi. La decisione si presta a interpretazioni diverse: c’è una ragione politica, visto che Bondi sta affiancando Monti nella elaborazione delle liste per il partito del premier e non può svolgere due incarichi così delicati né essere considerato super-partes. C’è poi anche una ragione tecnica e personale. Bondi ha visibilmente annaspato di fronte ai problemi della sanità laziale, ha sollevato malumore, ha tagliato letti e reparti in maniera indiscriminata, ha finito con l’aumentare i problemi e il caos. Non poteva restare. Chi gli succede dovrà cominciare tutto da capo, ed è un guaio perché i problemi non possono aspettare il nuovo governo regionale. Palumbo è un tecnico fedelissimo del ministro Balduzzi. Va da sé che i due attuali subcommissari Giorgi e Spata dovrebbero considerare chiusa la loro esperienza.

In questo modo si sono persi mesi preziosi. La sanità regionale, che sicuramente andava riordinata e razionalizzata, è stata affrontata, secondo la logica del governo Monti, da un’angolazione meramente ragioneristica che non ha risolto né l’equilibrio dei conti, né la qualità dei servizi. Bondi se ne va dunque senza lasciare alcun rimpianto.

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