Scenari oscuri per crescita e occupazione

Disoccupazione_precari_sliderOltre un giovane su tre è disoccupato. Le previsioni (nere) dell’Ocse. Il governo e il risanamento di bilancio

 

ROMA – La piaga della disoccupazione nel nostro Paese non accenna a diminuire e d’altronde non si vede una sola ragione perché questo debba accadere. Il tasso record negativo è inchiodato infatti all’11,1%. E’ il livello più alto raggiunto dal gennaio del 2004. Su base annua i dati dell’Istat mostrano un aumento di 1,8 punti percentuali.

Ma questo è niente di fronte al dato della disoccupazione nel segmento più giovane, quello compreso tra i 15 e i 24 anni. Il tasso relativo al mese di novembre scorso è pari infatti al 37,1%. Bisogna andare indietro di 20 anni per trovare tra i giovani un livello di senza lavoro di queste proporzioni. Un altro record nel bilancio del governo che sta per abdicare.

Questi dati trovano d’altronde conferma negli scenari delle organizzazioni internazionali. “Le misure di austerità varate dal governo Monti hanno causato il maggior calo dei consumi registrato in Italia dal secondo conflitto mondiale”. L’amara sentenza è dell’Ocse, che disegna un quadro impietoso del nostro Paese: disoccupazione a livelli patologici, pressione fiscale monstre, credit crunch, pil in caduta libera e incertezza politica. Tutti elementi presenti e segnalati dall’Organizzazione parigina nel suo nuovo outlook appena pubblicato che vede nero per il nostro Paese.

“Il consolidamento fiscale, pari quest’anno a quasi il 3%, ha indebolito la domanda interna, e i consumi privati sono scesi al tasso più basso dalla seconda Guerra Mondiale”, ha affermato l’organizzazione. Che poi ha parlato di un “tasso di disoccupazione in Italia, stimato al 10,6% nel 2012, destinato a salire all’11,4% nel 2013 e all’11,8% nel 2014, di un deficit tendenziale del paese anch’esso in aumento e di una crescita che non c’è e non si vede nemmeno all’orizzonte.

In serata, Palazzo Chigi ha diramato un comunicato che, tacendo le osservazioni negative del rapporto Ocse, si concentra solo su alcuni passaggi positivi, “in particolare per quanto riguarda il risanamento del bilancio, gli effetti delle riforme e la conferma che l’Italia raggiungerà il pareggio di bilancio in termini strutturali nel 2013 e nel 2014. Questo significa che Italia è stata in grado, fino a questo momento, di evitare lo scenario peggiore, in altre parole un circolo vizioso tra austerità e recessione”.

In effetti, se la caduta del 2% del Pil e l’aumento record della disoccupazione non fossero elementi fondanti della recessione; se le nuove tasse, la regressione dei consumi, la perdita del potere d’acquisto delle famiglie non fossero segni di austerity; allora sì che il governo dei tecnici avrebbe scongiurato lo “scenario peggiore”. Peccato, ahinoi, che è avvenuto esattamente il contrario.

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