12:49 | Droga, bande vicine a camorra e ‘ndrangheta: 10 arresti

Risultavano collegati al noto clan camorrista Schiavone-Noviello, operante da tempo anche nel litorale laziale, in particolare nel sud pontino, le dieci persone arrestate stamattina dai finanzieri del Comando provinciale di Roma, accusate di gestire un lucroso traffico di droga tra Napoli e la capitale.

A conclusione delle indagini (disposte dalla Direzione distrettuale antimafia della Procura di Roma) sono stati sequestrati in due operazioni eseguite nella capitale circa 5 chili di hashish e circa mezzo chilo di cocaina, che avrebbero fruttato sul mercato al consumo circa 100 mila euro.

Dopo mesi di intercettazioni telefoniche e pericolosi pedinamenti – anche in zone ad altissima densità criminale come Tor Bella Monaca a Roma e Scampia a Napoli – le Fiamme Gialle del Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata (Gico) della Tributaria di Roma hanno acclarato l’esistenza di due agguerriti ‘gruppi’ criminali con a capo rispettivamente il laziale Romano Micconi (44 anni) e il campano Gennaro Magrì (38). Proprio quest’ultimo aveva sfruttato le enormi potenzialità offerte dal mercato al consumo di cocaina e hashish della piazza di Roma, in cui scontava la misura della libertà vigilata precedentemente applicatagli.

Come sempre più spesso viene documentato dalle attività investigative, Micconi – arrestato lo scorso novembre per una rapina ai danni della filiale di una banca del pescarese – è risultato operare a stretto contatto con altri soggetti referenti sul litorale pontino non solo del camorrista Pasquale Noviello, ma anche di alcune note consorterie criminali calabresi riconducibili alle cosche di ‘ndrangheta dei Gallace e dei Novella.

La banda di Magrì era fortemente inserito in ambienti con una spiccata propensione camorrista, per cui poteva approvvigionarsi di ingenti quantità di droga sul mercato di Secondigliano (Napoli) attraverso l’opera di raccordo offerta da Franco e Raffaele Cangiano (52 e 26 anni, padre e figlio) e l’ausilio logistico dei fidati Emanuele Pietrasanta (28) e Mariano Brischetto (31). Erano loro che avevano il compito di trasportare la droga da Napoli a Roma, scortati da Armando De Rosa (32), che aveva anche la funzione di farsi consegnare da Magrì il corrispettivo in danaro della droga ceduta.

Il gruppo di Micconi, invece, oltre ai consolidati collegamenti con ambienti di criminalità organizzata, si era in diverse occasioni procurato significative partite di droga da Maurizio Gentile (50), sicuro fornitore romano, attraverso l’intermediazione del teatino Francesco Di Primio (55) per poi servirsi, come corrieri, dei romani Gaetano Campo (57) e Daniele De Simone (37), incaricati del recapito dello stupefacente al destinatario abruzzese Fabio Bicenti (41).

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