Promuovitalia resta in mezzo al guado

Arcuri_domenicoIl ramo d’azienda sarebbe dovuto passare sotto il controllo di Invitalia. Gli effetti perversi della spending review

 

 

ROMA – Non si sblocca la “neverending story” di Promuovi Italia Spa, l’agenzia di assistenza tecnica che opera, anzi operava presso la presidenza del Consiglio dei ministri per l’occupazione e lo sviluppo dell’industria turistica. Infatti l’agenzia, in seguito alla spending review, ha ceduto, a titolo gratuito, il suo ramo d’azienda “Assistenza tecnica al ministero dello Sviluppo economico (Mise)” che occupa attualmente 175 addetti, all’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa (Invitalia S.p.A).

La definizione degli accordi di trasferimento tra i due soggetti, entrambi controllati dal Mise, avrebbero dovuto chiudersi per legge entro il 13 novembre 2012, con l’avallo del ministero vigilante e della Presidenza del Consiglio dei ministri. Sarebbe stato sottoscritto – si diceva in un comunicato ufficiale – un accordo privatistico, previsto dalla stessa spending review, con «l’individuazione delle attività, dei beni e del personale oggetto del trasferimento».

Dopo di allora buio assoluto. Nidil, il sindacato dei lavoratori atipici della Cgil, denuncia adesso che nulla è stato più comunicato in merito a tale accordo, al punto che la società Invitalia, rifiutando il 3 dicembre di incontrare i rappresentanti dei lavoratori coinvolti, li ha rimandati a un “futuro incontro che potrà essere concertato tra le parti non appena il quadro di riferimento sarà definito e sufficientemente chiaro”. Da qui la situazione di totale stallo che rischia di condurre alla messa in liquidazione dell’intera struttura di Promuovi Italia, già sottoposta ad aspre critiche per i criteri di spesa e di investimento

Se malauguratamente un simile evento si verificasse – rileva in un’interrogazione parlamentare l’on. Beltrandi (Pd) – ci sarebbero gravi conseguenze per il futuro dei 250 lavoratori in forza all’agenzia presieduta da Jannotti Pecci e per quello delle 130 persone già mandate a casa, le quali vedrebbero sfumare ogni probabilità di un ricollocamento legate alla cessione del ramo d’azienda. I sindacati chiedono con forza alla Presidenza del Consiglio e al ministro per lo Sviluppo economico di attivarsi con la massima urgenza per sbloccare la cessione ad Invitalia, salvaguardando in tal modo la vita di un’azienda sana e il futuro dei suoi lavoratori».

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