Le alchimie societarie di Invitalia

Porto_Fiumicino_sliderLa scissione degli asset di Italia Navigando mette fine alla lite giudiziaria. Alla società Mare 2 diversi porti turistici

 

 

ROMA – A giugno scorso il senatore finiano Candido De Angelis aveva chiesto al ministro dello Sviluppo economico notizie in merito alla progettata scissione di Italia Navigando, la società per la realizzazione e la gestione di porti turistici posseduta da Invitalia, con la partecipazione minoritaria di un socio privato, la Mare 2 srl dell’ingegner Renato Marconi con il 12%.

Gli uffici di Corrado Passera, che pure dovrebbero conoscere vita, morte e miracoli di una loro controllata, hanno impiegato sette mesi per capire come stavano le cose nell’intreccio dei rapporti tra finanziaria pubblica e socio privato. E così è venuta finalmente fuori la verità su un contenzioso che si trascinava da anni.

Come in tutte le famiglie in cui marito e moglie non vanno più d’accordo non resta che divorziare. E’ quello che hanno fatto Italia Navigando e Mare 2 con un accordo bonario sottoscritto a febbraio 2010 (ma autorizzato dal ministero vigilante soltanto un anno e mezzo dopo) che dovrebbe mettere fine alla querelle giudiziaria che ha visto l’azionista di minoranza chiedere 16 milioni di euro di danni imputando a Italia Navigando e ai suoi dirigenti una gestione inefficiente.

Quali sono i termini dell’intesa? Si crea innanzitutto una società fotocopia di Italia Navigando (Italia Navigando 2 con gli stessi due soci rispettivamente all’88 e al 12%) alla quale si trasferisce un bel pacchetto di partecipazioni della società madre. In particolare vengono conferite alla nuova società beneficiaria le partecipazioni in Campania Navigando, Porto Fiorito, Marine di Napoli, Teulada Navigando, Stintino Navigando, Bocca di Puglia, Capo d’Anzio SpA, Marinagri Resort, Diamante Blu e Marina di Balestrate Navigando.

Restano invece a Italia Navigando, per sottrazione, i porti di Marina di Ravenna, Marina di Brindisi, Marina Torre Vado, Marina Tricase, Marina di Policoro, Marina di Roccella, Marina Villa Igea, Cala dei Normanni, Marina di Portisco, Porto lido di Trieste, Marina Vigliena e il tormentato porto della Concordia di Fiumicino, condotto fino all’anno scorso insieme all’Acqua Marcia di Francesco Bellavista Caltagirone.

A quel punto, secondo il piano di scissione depositato alla Cciaa, si consuma il divorzio: Mare 2 riconsegna tutte le sue azioni di Italia Navigando ad Invitalia e quest’ultima cede a Mare 2 tutte le sue azioni in Italia Navigando 2. Che bisogno c’era di creare società veicolo per scambiarsi le reciproche partecipazioni lo sanno solo gli advisor che hanno assistito i due contendenti. Tanto più che la valutazione delle partecipazioni oggetto della permuta era già stato affidato ad un “terzo esperto indipendente”, di cui per il momento non si conosce il nome. Ma questo è un altro discorso.

Ciò che conta invece è che il piano di scissione per adesso è ancora sulla carta. Sul suo perfezionamento lo stesso ministro Passera ha dato il suo nulla osta soltanto il 13 luglio scorso. Quindi è tempo di passare dalle parole ai fatti, tanto più che la Corte dei conti, con riferimento all’accordo tra Invitalia e il socio privato, ha ripetutamente segnalato il rischio che ulteriori proroghe dell’accordo, impedendo la ricapitalizzazione della società, possano finire per ritardare la realizzazione degli investimenti.

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