Teleperformance, rientrano i licenziamenti

call-centerI 785 lavoratori dichiarati in esubero torneranno a lavoro dopo un periodo iniziale di cassa integrazione

ROMA – Accordo raggiunto sulla vertenza Teleperformance che aveva annunciato il licenziamento di 785 lavoratori (621 a Taranto e 164 a Fiumicino).

Secondo l’intesa trovata venerdì scorso al ministero del Lavoro tra i rappresentanti dell’azienda e le sigle sindacali, dopo un periodo iniziale di cassa integrazione di 3 e 6 mesi sulle sedi di Fiumicino Parco Leonardo e Taranto, i 785 lavoratori dichiarati in esubero torneranno al lavoro con la possibilità di mantenere inalterato orario di lavoro e retribuzione di fatto. A fronte di ciò i sindacati hanno ritenuto necessario attivare in via temporanea per 30 mesi gli strumenti per l’equiparazione economico inquadramentale del personale, la pianificazione temporale della prestazione lavorativa, la maturazione degli scatti di anzianità e la definizione del salario di produttività.

“Grazie ad una difficile opera di mediazione – dice Fabio Gozzo della Uilcom Nazionale – abbiamo raggiunto un risultato importante e di grande soddisfazione del quale, come Uilcom, rivendichiamo il merito perché con tale accordo si è evitato il licenziamento di centinaia di persone che, sopratutto in una città come Taranto già fortemente provata dalle note vicende dell’Ilva, avrebbe determinato una situazione di vero e proprio allarme sociale”.

La proposta, riferisce Corriere delle Comunicazioni, presentata ai sindacati da Teleperformance al tavolo prevedeva una rimodulazione dell’orario di lavoro su 33 ore settimanali di cui 13 ore, quelle attualmente coperte dalla Cig, a pianificazione variabile in base alle esigenze produttive.

La multinazionale francese dei call center, tra le prime in Italia ad aver stabilizzato già dal 2007 circa 2700 persone su attività sia di inbound che di outbound, ha registrato negli ultimi due anni un periodo di difficoltà dovuto alle mutate condizioni di mercato ed alla crisi economica che ha portato già al licenziamento di 330 persone nella sede di Roma.

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