La sanità laziale ormai allo stadio terminale

MedicoMigliaia di precari, stipendi non pagati, fondi bloccati e tagli ai posti letto. Fotografia di una situazione fuori controllo

 

ROMA – La sanità laziale è al collasso. Da più parti ormai arrivano richieste d’aiuto contro i tagli alle risorse sanitarie e ai posti di lavoro imposti dalla spending review. Le dimissioni di Enrico Bondi, “mani di forbice”, possono essere solo una speranza palliativa.

A pesare drammaticamente sull’erogazione delle prestazioni sanitarie sono il blocco dei finanziamenti pubblici e i bilanci in crisi che hanno portato molti istituti sanitari a non erogare, ormai da mesi, i salari ai propri dipendenti.

A non pagare sono molte strutture della Regione: l’Idi-San Carlo (niente stipendi da 5 mesi), il gruppo Ini (gruppo Faroni) che non ha pagato l’ultimo mese, il Policlinico Portuense, il Centro Geriatrico romano, la Mary house di Acilia, la clinica Villa delle Querce di Nemi. In forse anche i salari al Santa Lucia, che attende l’accreditamento delle spese sostenute tra novembre e dicembre; nei guai Fatebenefratelli e San Raffaele, i cui dipendenti hanno manifestato venerdì davanti alla Prefettura insieme ai colleghi del Policlinico Umberto I che ieri sono scesi in strada per protestare contro il sistema «sbagliato» dell’assistenza sanitaria pubblica e a favore del diritto alla salute e per chiedere lo sblocco dei fondi fermi a causa di «intralci burocratici assolutamente ingiustificati».

Situazione ben peggiore all’Idi-San Carlo dove il pagamento degli stipendi dei dipendenti è ancora bloccato e le trattative con i sindacati sono saltate. “Il direttore generale Mario Braga – spiega Carlo Mazza, segretario Cgil Fp Roma nord – ci ha fatto sapere che a dicembre sono stati fatturati più di 5 milioni e che la Regione si è detta disponibile a versarne solo 2,5”. “Non c’è ancora – aggiunge Antonino Gentile, delegato Ugl – una data per il pagamento degli stipendi. E del prestito ponte promesso dal sindaco Alemanno nessuno sa nulla”.

Lo stesso sindaco oggi, avuta notizia dell’ipotesi di taglio del budget dell’Idi-San Carlo, ha telefonato al direttore generale della struttura, Mario Braga, e successivamente al neo commissario straordinario alla Sanità del Lazio, Filippo Palumbo, e al ministro della Salute, Renato Balduzzi. Il sindaco ha chiesto una revoca di questo provvedimento per evitare un ulteriore tracollo di questa istituzione, indispensabile per la sanità romana. «Palumbo – informa una nota del Campidoglio – si è impegnato a compiere in due giorni un’attenta revisione della documentazione per una modifica del provvedimento».

Sempre al commissario, Alemanno ha chiesto inoltre di incontrare al più presto possibile le associazioni rappresentative delle strutture sanitarie private accreditate presenti nel territorio della città di Roma (Aiop, Aris, Federlazio, Unindustria, Confsalute ed ex Pio Istituto) per aprire una trattativa e difendere l’occupazione.Nel corso della riunione odierna al Campidoglio sono stati infatti affrontati i gravi problemi che ricadono sulle strutture a seguito del recupero della spesa sanitaria e, in particolare, sul budget e sulla riconversione delle strutture stesse.

Le cose non vanno meglio per i dipendenti del San Raffaele. Ieri sera è arrivata infatti la notizia dello sblocco di 7,5 milioni di euro. “Ma – spiega il segretario Ugl Sanità di Roma e del Lazio Antonio Cuozzo – si tratta di somme non ancora a disposizione della proprietà”.

I sindacati chiedono un incontro in Regione: “Bisogna intervenire – aggiunge Gianni Nigro della Cgil Fp – sulle procedure bancarie che bloccano i fondi. Vanno subito utilizzati per gli stipendi”. Il rischio, altrimenti, è di dover celebrare la morte della sanità pubblica, come è successo, sempre ieri, al Sant’Andrea: i lavoratori hanno sfilato armati di striscioni e cartelloni. Il Coordinamento operatori della salute ha poi distribuito volantini davanti a San Filippo Neri, Spallanzani, Pertini, Asl Roma B, C, H, San Camillo e Sant’Eugenio e San Giovanni.

“La situazione nella sanità romana e laziale peggiora di giorno in giorno. La Uil Fpl ha proclamato agli Istituti Fisioterapici Ospitalieri di Roma (Regina Elena e San Gallicano-Ifo) lo stato di agitazione di tutto il personale del comparto”. Lo afferma in una nota il segretario regionale organizzativo della Uil Fpl Lazio, Massimo Mattei.

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