Manovre e interessi intorno alla ex Fiera

Alemanno_slider_bisAbbandonata la variante al piano regolatore, si tenta la scorciatoia del Piano Casa. Le mire sui sei ettari edificabili sulla Colombo

 

ROMA – Nuovo ribaltone nella procedura per costruire sulla vasta area della ex Fiera di Roma sulla Cristoforo Colombo. Dopo che nell’aprile scorso la Commissione urbanistica del Comune di Roma aveva dato via libera alla variante di Prg, ormai i tempi per portare in Consiglio la delibera già approvata in giunta non ci sono più (e se anche ci fossero probabilmente farebbe la stessa fine degli altri provvedimenti urbanistici proposti da Alemanno).

Allora si cambia strada e si imbocca la scorciatoia del Piano Casa che offre l’opportunità di usufruire di aumenti di cubatura in cambio della costruzione di una percentuale di housing sociale. Con questo escamotage la Investimenti Spa, la società guidata da Camera di Commercio, Comune e Regione, si appresta a realizzare sui sei ettari dell’ex Fiera di Roma abitazioni per 216.450 metri cubi, più altri 45 mila di housing sociale, di cui la metà da costruire sui terreni di sua proprietà accanto alla Nuova Fiera di Roma, sull’autostrada Roma Fiumicino, come ha proposto il presidente di Investimenti SpA, Lorenzo Tagliavanti.

“Abbiamo ricevuto una proposta in questo senso da parte di Investimenti Spa e gli abbiamo comunicato – spiega l’assessore all’urbanistica Marco Corsini – che l’ipotesi di utilizzare il Piano Casa è percorribile. Ma ci siamo riservati tutti gli approfondimenti possibili quando sarà presentato il progetto vero e proprio. Ci sono due punti su cui dobbiamo insistere: un contributo straordinario per la valorizzazione dell’area destinato al territorio e il rispetto della qualità architettonica mediante un concorso di architettura”.

Sulla corsia preferenziale studiata per tentare di condurre in porto l’operazione si è scatenata una bagarre, con l’opposizione in Consiglio comunale decisa alla resistenza a oltranza e i consiglieri regionali radicali Rocco Berardo e Giuseppe Rossodivita che contestano “un intervento in una parte così centrale della città affidato al Piano Casa senza una variante al piano regolatore”. “L’assessore Ciocchetti – afferma Berardo – è stato il principale sostenitore delle richieste di Investimenti Spa e ha esercitato una notevole pressione affinché il Comune abbandonasse la strada della variante urbanistica. A questo punto non ci resta che attendere che il Campidoglio rilasci il permesso di costruire, per poi promuovere un’azione di fronte al Tar”.

D’altronde il quartiere è sempre stato al centro delle mire immobiliari dei sindaci che si sono succeduti negli anni. L’amministrazione Veltroni voleva farci la “Città dei bambini”: 288 mila metri cubi di residenziale di pregio, più una quota parte a negozi e uffici, e 10 mila metri quadri di servizio pubblico per l’infanzia.

Nella nuova versione le linee-guida della delibera della giunta Alemanno hanno cancellato la “Città dei bambini” e puntano piuttosto a valorizzare e riqualificare le risorse e gli spazi esistenti adeguandoli alle esigenze in continua evoluzione della popolazione. In particolare, gli interventi principali dovrebbero essere orientati alla strutturazione di un nuovo insediamento residenziale, dotato di attrezzature commerciali e servizi pubblici che aumentino la vivibilità del quartiere. Il tutto attraverso la demolizione dell’intero compendio esistente, riguardante anche gli edifici realizzati sulla fascia verde di proprietà demaniale lungo la Colombo. Il modello, secondo l’Assessore all’Urbanistica Marco Corsini, dovrebbe puntare alla realizzazione di qualcosa di simile a “CityLife” a Milano, il quartiere della Fiera Campionaria in fase di realizzazione.

Anche se dunque i tempi sono ormai strettissimi prima della fine della consiliatura, intorno al business della ex Fiera di Roma – un enorme concentrato di interessi economici, sociali e finanziari – tornano a scatenarsi le mire di tutte le categorie interessate. La battaglia dunque si annuncia quanto mai infuocata.

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