L’Acea si avvia alle Idi di aprile

Cremonesi_sliderIn primavera scade l’amministrazione comunale e il Cda dell’Acea. La partita tra Alemanno e Caltagirone

 

ROMA – Grandi manovre in corso a piazzale Ostiense. Due scadenze primaverili agitano il sonno dei soci della più importante multiutility comunale: l’assemblea per l’approvazione del bilancio 2012 e il rinnovo del Consiglio di amministrazione e le elezioni per il Sindaco di Roma, immediatamente dopo.

Due appuntamenti strettamente intrecciati tra loro. Tramontata infatti l’ipotesi dell’election day a marzo, la consultazione elettorale per il Campidoglio si terrà regolarmente a giugno. Questo significa che, sia pure in extremis, sarà ancora Alemanno, il primo socio di Acea con il 51%, a designare i nuovi vertici dell’azienda.

Usciti di scena i francesi di Gaz de France, la partita si è ridotta di fatto a due giocatori, il Comune di Roma e Francesco Gaetano Caltagirone. In attesa dunque si sedersi al tavolo della trattativa, il costruttore romano sta accrescendo la sua partecipazione azionaria che, con gli ultimi acquisti di dicembre, è arrivata al 16,48%. E non è detto che da qui ad aprile non possa crescere ancora.

Questo significa che ci si avvia ad un rinnovo degli attuali vertici aziendali? Non è detto, ma non è neppure escluso dal momento che il presidente di Acea, Giancarlo Cremonesi, è espressione (consolidata) del potere municipale e l’amministratore delegato, Marco Staderini è in quota del genero di Caltagirone.

Qualche ingenuo azzarda l’ipotesi che i giochi possano dipendere, almeno in parte, dal risultato dell’Udc a livello nazionale. Ma tutti sanno che il potere contrattuale di Caltagirone nei confronti dell’amministrazione capitolina prescinde completamente dalle fortune politiche del genero o della “Scelta civica” di Monti.

Pertanto, dopo la tormentata vicenda della vendita del pacchetto del 20% dell’Acea di proprietà comunale, le scelte di vertice saranno giocate tutte sui risultati della gestione aziendale e sulle sue prospettive strategiche.

In quest’ottica, l’intesa fra i soci potrebbe anche essere alla base della decisione di Roma Capitale di saldare parte dei suoi debiti verso Acea. La multiutility capitolina sarebbe riuscita infatti a incassare dal Comune di Roma circa 100 milioni di crediti vantati nei confronti dell’amministrazione pubblica. Queste entrate, secondo indiscrezioni di stampa, dovrebbero essere utilizzate per migliorare la posizione finanziaria netta del gruppo, che a fine settembre 2012 era negativa per 2,6 miliardi.

Dal bilancio del terzo trimestre dell’anno scorso infatti, emerge che in totale i crediti vantati verso Roma Capitale erano pari a 310,5 milioni. Di questi quasi 170 milioni erano crediti commerciali, mentre la parte rimanente riguardava partite di natura finanziaria. A fronte c’erano 95,5 milioni di debiti verso il Comune. Complessivamente quindi, prima dell’ultima transazione, Acea vantava nei confronti del suo principale azionista un credito netto di circa 215 milioni, poco più del doppio di quanto incassato a dicembre.

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