Confiscato un milione di euro alla Selex

Grossi_Marina_e_GuarguagliniGli sviluppi della vicenda legata agli appalti dell’Enav. Il patteggiamento di Marina Grossi

 

ROMA – La nota vicenda di corruzione, false fatturazioni ed evasione fiscale legata agli appalti Enav-Selex Sistemi Integrati SpA del gruppo Finmeccanica si trascina nelle aule di giustizia con un sequel impressionante di provvedimenti giudiziari. Stamattina agenti della Guardia di Finanza hanno provveduto a confiscare dai conti correnti della Selex un milione di euro.

Il provvedimento è stato ordinato dalla Procura di Roma con la sentenza del 7 dicembre scorso che ha, tra l’altro, ammesso il patteggiamento per Marina Grossi, la moglie dell’ex presidente di Finmeccanica, Pier Francesco Guarguaglini, imputata insieme all’imprenditore Tommaso Di Lernia, titolare della Print Sistem, all’ex direttore commerciale Manlio Fiore e all’ex consulente di Finmeccanica Lorenzo Cola nella storia di tangenti.

Solo pochi giorni fa la stessa Grossi aveva detto di aver “dato mandato ai suoi avvocati di valutare il patteggiamento perché questa vicenda  ci sta distruggendo la salute. E’ stata una scelta dolorosa, però la legge dice che il patteggiamento si può chiedere anche quando non si ammette la colpevolezza”.

Com’è noto, la Procura aveva contestato a Selex Sistemi Integrati spa “l’ adozione di modelli organizzativi inidonei a impedire la commissione, da parte degli organi apicali della società del Gruppo Finmeccanica, di atti corruttivi nei confronti di funzionari dell’ Enav, compiuti per facilitare l’ ottenimento di commesse da parte dello stesso ente”.

Va detto che a seguito di quelle contestazioni, la Selex aveva già provveduto a risarcire integralmente i danni subiti da Enav (parte offesa) per un milione di euro e ad adottare un nuovo modello di organizzazione e controllo in grado di prevenire il ripetersi di simili malversazioni. Non è pertanto del tutto chiaro se il provvedimento di stamattina ha natura prudenziale per il risarcimento del danno, o va ad aggiungersi a quello e alla pena pecuniaria già inflitta di 150 mila euro.

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