Pietralata, ok al progetto del piano città

Pietralata_sliderFinanziata la ristrutturazione del comprensorio di Pietralata. Sul una spesa di 113 milioni, il piano città ne assicura 13

 

 

ROMA – Al via i cantieri del Piano città, titolavano con enfasi le agenzie e i giornali della settimana scorsa dopo che il Consiglio dei ministri aveva approvato la settimana scorsa i primi 28 progetti sui 457 presentati. Calma ragazzi! Con i ritmi della burocrazia e delle amministrazioni locali passeranno almeno 24/36 mesi prima che i cantieri possano davvero aprire. Progetti esecutivi, conferenze dei servizi, espropri, gare di appalto, ricorsi al Tar, sono alcuni dei circa cinquanta passaggi necessari per dare inizio effettivo ai lavori per opere delle dimensioni di quelle approvate.

La delibera del governo è comunque importante e ci voleva la fine della legislatura per vedere qualcosa di concreto del decreto sviluppo. Com’è noto, i 28 progetti sono distribuiti in 17 regioni italiane, dove saranno avviati interventi di riqualificazione urbana con investimenti per un totale di 4,4 miliardi di euro (di cui 318 milioni di cofinanziamento nazionale).

Pietralata_Sdo

L’obiettivo (teorico) sarebbe quello di completare le opere entro il 2014. Mentre ai prossimi governi viene lasciata l’eredità degli altri progetti non selezionati: 429 progetti del valore di 18 miliardi di euro, per i quali andranno reperiti 10 miliardi, visto che 8 sono già disponibili da parte dei Comuni.

I ministri e i tecnici che hanno portato a compimento il Piano sprizzano, giustamente, soddisfazione, a cominciare dal ministro dello Sviluppo, infrastrutture e trasporti Corrado Passera che afferma di aver«mantenuto un impegno importante rispettando i tempi che ci eravamo prefissati». Ora «rimane un portafoglio di progetti formidabile: il veicolo c’è, dovremo trovare le risorse ma questo è il compito dei prossimi Governi», ha detto Passera. «Il Piano è un pezzo della strategia della crescita e un segnale importante di una grande capacità di visione e di futuro che c’è nel Paese», ha aggiunto, sopra le righe, il ministro dell’Ambiente Corrado Clini.

Per il progetto è stata creata un’apposita cabina di regia con esponenti dei diversi ministeri interessati, oltre che della Conferenza delle Regioni, dell’Anci, dell’Agenzia del Demanio e di Cassa Depositi e Prestiti, che, dopo aver valutato le proposte, da domani comincerà a convocare i comuni per firmare i contratti di valorizzazione urbana, in base ai quali se i fondi non verranno usati subito dovranno essere restituiti. E anche il presidente dell’Anci si dichiara più che soddisfatto del risultato: “Era da più di 10 anni che mancava in Italia un progetto di rigenerazione urbana», ha osservato Graziano Delrio, ricordando che è proprio dalla riqualificazione delle città che bisogna far ripartire la crescita, visto che nelle aree metropolitane viene prodotto il 40% del Pil.

Roma si è vista riconoscere il piano di ristrutturazione del comprensorio di Pietralata. L’intervento comprende 11 interventi di varia natura, dal social housing alle infrastrutture, dai servizi per disabili alla riqualificazione delle scuole per una spesa totale di 113 milioni di cui 13 assicurati dal Piano Città. Per ammontare di spesa Pietralata è il secondo progetto dopo l’Auditorium di Firenze (14,6).

Come l’araba fenice, rinascerebbe così il fantomatico “Sistema direzionale orientale” (Sdo) il cui primo progetto riale al 1957 con la previsione di centri direzionali nel settore orientale della città nelle aree di Centocelle e di Pietralata. Poi per oltre un ventennio lo Sdo finì praticamente nel cassetto per essere rispolverato in occasione dei mondiali di calcio del ’90. In quell’anno, con la legge per Roma Capitale, le aree interessate vennero cedute dal Demanio al Comune, che decise di spostare lo Sdo a Pietralata. Nel 1995 il Consiglio Comunale approvò un Progetto Direttore di Sdo che prevedeva un polo amministrativo a Pietralata, un polo per le imprese e le aree produttive a Tiburtina e due poli a funzioni ricreative e culturali a Centocelle e Casilino. Adesso si ricomincia.

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