Eur Spa, l’ad Mancini rassegna le dimissioni

Mancini_RiccardoL’ad costretto a lasciare per una presunta tangente pagata per la fornitura di 45 autobus al Comune di Roma

 

 

ROMA – La goccia che ha fatto traboccare il vaso, dopo le voci che già da qualche giorno circolavano a piazzale Clodio, sono stati gli arresti di Francesco Ceraudo, ex amministratore delegato di Breda Menarinibus. Il mandato di arresto era stato firmato dal sostituto procuratore Paolo Ielo con l’accusa di corruzione, nell’ambito delle indagini per una presunta tangente di 500 mila euro versata all’amministratore delegato dell’ente Eur, Riccardo Mancini.

Quest’ultimo, dopo essersi consultato con i suoi legali e i suoi referenti politici, ha deciso poche ore fa di dare le dimissioni. “Ho deciso di rassegnare le dimissioni da amministratore delegato di Eur SpA. – si legge in una nota dello stesso Mancini – sia in riferimento a non trascurabili problemi di salute che da tempo mi affliggono, sia per poter difendere in qualsiasi sede la mia onorabilità. A tal proposito nei giorni scorsi ho avviato personali contatti con i soci, rispettivamente il ministero dell’ Economia e Roma Capitale, ai quali ho comunicato la decisione di lasciare irrevocabilmente l’incarico ricoperto, lasciando naturalmente agli azionisti il tempo tecnico di convocare l’ Assemblea dei soci, che dovrà provvedere alla nomina del mio sostituto. Atteso ciò – conclude Mancini – ritengo questa mia decisione doverosa anzitutto nei confronti dell’ azienda pubblica che ho rappresentato negli ultimi quattro anni e alla quale auguro un percorso di grandi successi e di forte prosperità”.

La Procura di Roma indagava da tempo sul giro illecito di denaro relativo ad un appalto per la fornitura di 45 autobus da impiegare sulla tratta Roma-Laurentina-Tor Pagnotta. Per assicurare la commessa alla Breda Menarinibus, Ceraudo avrebbe pagato la tangente insieme ad un altro imprenditore, già arrestato qualche settimana fa. A fornire al magistrato le prove del misfatto sarebbe stata proprio la confessione di quest’ultimo, oltre al ritrovamento di un’agenda in cui Ceraudo annotava i movimenti illeciti di denaro.

L’avvio dell’indagine era partito dall’ex capo delle relazioni esterne di Finmeccanica Lorenzo Borgogni che aveva tirato in ballo per l’occasione anche Lorenzo Cola. «Cola, d’accordo con Guarguaglini – si legge in una deposizione di Borgogni – mi disse che ai rapporti con il sindaco Alemanno avrebbe pensato lui, perché con tali ambienti coltivava rapporti storici». E il commercialista di Cola, Marco Iannilli, aveva confermato: “Secondo quanto mi riferì Cola, era prevista una somma di 800 mila euro da destinare ai vari intermediari, che doveva essere pagata da Ceraudo, ad della Breda Menarini. Il ruolo di Mancini era quello di chiudere gli accordi e di bloccare i pagamenti, attraverso le sue entrature nell’amministrazione comunale, finché Ceraudo non avesse erogato le somme dovute”.

Dopo la resa dell’amministratore delegato dell’ente Eur, le opposizioni in Campidoglio vanno giù dure. “Con le dimissioni di Riccardo Mancini da ad dell’ente Eur crolla un altro pezzo del potere del sindaco Alemanno – dichiara in una nota il segretario del Pd Roma, Marco Miccoli – Mancini non era solo a capo di una importantissima società capitolina, ma era il fedelissimo di Alemanno e tesoriere della sua campagna elettorale del 2008. Dopo Panzironi ecco Mancini, tutti e due coinvolti in scandali e storie su cui indaga la magistratura”.

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